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Sondaggi politici elettorali 2016 / Ultime notizie, ecco la situazione Sicilia: Crocetta bocciato, nuovi candidati? (news oggi, 23 marzo)

Sondaggi elettorali politici 2016, intenzioni di voto, Gli aderenti al prossimo referendum costituzionale, le intenzioni di voto. Il 60% vuole il cambiamento (ultime notizie, oggi  23 marzo)

Parlamento, Italia (Infophoto) Parlamento, Italia (Infophoto)

Tra gli ultimi sondaggi politici elettorali pubblicati in questi giorni uno in particolare sortisce un certo effetto perché riguardano una situazione italiana in costante difficoltà ma passata negli ultimi mesi in penombra. Si tratta della Sicilia, la regione amministrata da Crocetta che dopo le dimissioni poi ritirate sul caso di Lucia Borsellino e ia bufera sul suo conto, è poi rimasto dov’era con una evidente difficoltà politica (il consiglio regionale ha avuto un qualcosa come 4 rimpasti in poco tempo per cambi di maggioranza continue). Il centro di Euromedia Research ha prodotto, su commissione dell’associazione Nello Cusumeci Presidente, alcuni dati proprio sulla situazione siciliana politica presente e i risultati non sono rosei, come da previsione. Dopo 4 anni la Regione Sicilia viene considerata amministrata male da Crocetta per il 71,8% mentre solo l’11.8% lo promuove, mentre su possibili futuri candidati alla regione sortiscono differenti risultati. Per il candidato del centrodestra Nello Cusumeci le percentuali sono alte, al 35.4%, mentre Enzo Bianco per il centro-sinistra sarebbe 34,2%, sempre che sia lui il candidato e non Davide Faraone, giovane emergente del Pd che riscuote il 24.5% delle preferenze. Il candidato possibile del Movimento 5 Stelle, Giancarlo Cancellieri, è dato al 30.4% mentre gli astenuti rimangono una soglia altissima, al 43.8%.  Non sono pochi i sondaggi politici elettorali che in questo periodo infiammano la situazione politica fornendo dati, spesso decisivi, per comprendere quali strategia utilizzare nei vari giochi ad incastro tra candidature, formazione dei capilista e simili. Ebbene, la fiducia nei leader italiani individua una particolare situazione che potrebbe non essere così marginale nei prossimi mesi, specie all’interno del Partito Democratico. Stando ai dati dell’ultimo sondaggio di Winpoll, gli italiani intervistati vedono il leader del Governo e del Pd, Matteo Renzi, in netta risalita dopo periodo complesso: al 33,7%, davanti a Luigi Di Maio al 29,5%, in risalita anche lui, come il terzo “classico” Matteo Salvini, che con il suo 23,3% delle preferenze stacca nettamente, una volta di più, Silvio Berlusconi fermo al 16,7%. Grillo rimane un pelo sopra, al 17,9%, lasciando sempre di più la scena al giovane grillino Di Maio, ma rimane fuori un nome che potrebbe scardinare il tutto. Si chiama Romano Prodi e tutti ovviamente sanno chi è; ritirato, apparentemente, dalla vita politica italiana in senso stretto negli ultimi anni, potrebbe tornare alla ribalta visto che anche in questo sondaggio politico elettorale rispunta il suo nome e i voti sono sempre più alti da parte degli italiani intervistati. Prodi è al 35,6% secondo i dati Winpoll, sopra Renzi, anche se ovviamente più si è lontani dal vivo della politica e più la propria “aura” rimane difficile da intaccare. Certo che per il prossimo Congresso Pd una figura scomoda come Prodi così ben in vista per gli elettori potrebbe non essere una buonissima notizia per il giovane Matteo.

Nuovo appuntamento con la rubrica che cerca di fare chiarezza coi sondaggi politici elettorali sui vari temi politici, che oggi, mercoledì 23 marzo 2016, si affida all'osservatorio Demos per la Repubblica e si concentra sul referendum Costituzionale previsto per i prossimi mesi. Il referendum, chiamerà infatti gli italiani ad esprimersi sul proprio orientamento, riguardo alla riforma del Senato e di altri punti della Costituzione, ed è strutturato in due punti principali; ossia sulla richiesta di esplicitare la propria volontà di adesione al voto, e sulla propria idea a riguardo della sostanza del referendum. I risultati, del sondaggio calcolati su un campione significativo di 1014 casi, hanno rivelato che il 50% degli intervistati sono a favore della riforma costituzionale, ma anche che questa percentuale migliora sensibilmente, prendendo in considerazione solo i soggetti che precedentemente hanno assicurato la propria decisione di andare a votare. Tra questi ultimi infatti, la percentuale favorevole al cambiamento è del 60%. 24% e 21% sono invece le percentuali di quelli che preferirebbero mantenere l'attuale costituzione, sempre differenziate fra tutti i soggetti e i solo sicuri aderenti al referendum. Le restanti percentuali sono ovviamente riservate agli indecisi di varia natura.

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