BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ Dall'affare Vivendi-Mediaset a Mani Pulite, la strategia che manca all'Italia

Pubblicazione:

Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

L'Europa è l'unica dimensione in cui l'Italia può esistere e, auspicabilmente, crescere e prosperare. È come l'aria che le permette di respirare, e senza la quale soffoca. Ma forse alcune polemiche italiane dimenticano questa premessa fondamentale e si comportano come se l'Italia potesse esistere e resistere senza l'Unione europea.

Così, se l'Italia uscisse dall'Europa darebbe inizio a una crisi economica globale di cui lei stessa sarebbe la prima vittima; se uscisse dall'ambito europeo e atlantico sarebbe alla mercé di ondate di immigrati e infiltrazioni terroristiche molto più di quanto non avvenga oggi; senza l'Europa, l'Italia sarebbe presto un paesino insignificante in un contesto mondiale dove super-stati delle dimensioni della Cina o dell'India cominciano a dominare l'orizzonte.

Quindi per sopravvivere nel breve periodo e avere speranze di crescere nel medio e lungo termine l'Italia non può che essere in Europa. Metterlo in dubbio può pagare solo nell'immediato, ma è appunto solo uno slogan da stadio, come urlare "arbitro cornuto" dice la frustrazione del tifoso ma non prova alcunché sulla virtù della moglie del direttore di gara.

Ciò detto ci sono problemi che l'Italia ha con l'Europa. Sono importanti e devono trovare una soluzione e mediazione profonda, che non può consistere in una trattativa di bassa lega sui punti percentuali da sforare nel deficit di bilancio.

Il nocciolo è la storia di ciò che hanno fatto Germania e Italia negli anni 90. Allora e per i 20 anni successivi, la Germania si è rigenerata e ritrovata in uno sforzo costruttivo immane che ha portato allo stesso tempo alla ricostruzione e integrazione dell'est ex comunista, e all'espansione della sua rete industriale in Asia, in particolare in Cina, cuore dello sviluppo economico mondiale dei decenni precedenti.

Negli stessi anni l'Italia è affondata in una guerra fratricida contro la corruzione prima e contro Berlusconi poi, come fosse l'origine e la fine di tutti i mali italiani. Mani Pulite ha prima giustamente sfasciato un sistema di potere marcio ma poi ha dato inizio a una fase di contrapposizioni asperrime e spesso sterili che hanno bloccato il paese su se stesso.

Forse, con il senno di poi, occorre dire che in questa fase non ci sono innocenti, anche se probabilmente le colpe non sono tutte uguali. Il risultato comunque è che per 20 anni, mentre il mondo si trasformava con la globalizzazione, l'Italia guardava solo a se stessa e trascurava il debito pubblico. Esso dopo un primissimo impulso di privatizzazioni alla fine degli anni 90 restava in pratica stabilmente intorno al 120% del Pil, il doppio del margine fissato dal trattato di Maastricht per arrivare alla moneta unica, l'euro.

L'Italia però non era arrivata a questo gigantesco debito pubblico per semplice corruzione e inefficienza amministrativa, ma per importanti ragioni storiche: l'avere salvato l'Europa dalla minaccia di una guerra con l'Urss.

Nel 1978, quando Moro fu rapito e ucciso dalle Brigate rosse, il rapporto debito pubblico Pil in Italia era sotto il 60%, entro i criteri di Maastricht quindi. Dopo Moro ci fu l'attentato a papa Wojtyla, il rapimento del generale americano Dozier e centinaia di altri fatti violenti che hanno tenuto il paese sull'orlo della guerra civile e hanno lasciato l'occidente sull'orlo di un effetto domino di eversione totale, parte della guerra fredda allora in corso. 


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
25/03/2016 - Vasto programma con Renzi nocchiere? (Carlo Cerofolini)

Come i fatti dimostrano, non è che sperare che questa giusta trattativa con l’Ue venga portata avanti e con successo da Renzi sia un vasto programma? Ahi serva Italia…