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Politica

SCENARIO/ Dall'affare Vivendi-Mediaset a Mani Pulite, la strategia che manca all'Italia

Grandi aziende europee (come Vivendi-Mediaset e non solo) stanno nascendo, ma questo avviene sulla nostra testa. L'Italia appare subire il processo. Perché? FRANCESCO SISCI

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

La scelta di Philippe Donnet come Ceo di Generali, la cassaforte della finanza italiana, e l'offerta di Vivendi su Mediaset, il più grande gruppo editoriale della Penisola, sono avvenute e stanno avvenendo sotto la guida di un portabandiera dell'imprenditoria francese, Vincent Bolloré. Questi pare destinato a contare sempre di più sui destini italiani e a imprimere una nuova direzione nell'integrazione industriale europea.

L'integrazione Vivendi-Mediaset costruirebbe, infatti, un colosso in grado di competere con i concorrenti tedeschi o inglesi che già si sono allargati su base continentale e non, e una possibile integrazione Generali-Axa (l'assicurazione francese di cui Bolloré è anche azionista) potrebbe creare un gruppo finanziario più forte della Allianz, l'assicurazione tedesca.

Finirebbe così di fatto la fase in cui i singoli stati difendono interessi industriali nazionali e si aprirebbe un nuovo periodo di vera integrazione di interessi pan-europei. Ciò sarebbe necessario alla sopravvivenza dell'euro nel momento in cui l'Unione è minacciata dalla minaccia multipla del referendum per l'uscita del Regno Unito dalla Ue, dalle crisi dei profughi da Siria e Libia e dalla spada di Damocle del debito delle banche italiane.

Questo concretamente oggi dà più potere a Mario Draghi, capo della Banca Centrale Europea (Bce) e al cancelliere tedesco Angela Merkel, chiamati più o meno indirettamente a benedire questi moti tellurici nel continente.

L'integrazione "francese" di Generali e Mediaset è anche la fine di una lunga fase storica guidata con pervicacia e intelligenza da banchieri come Enrico Cuccia, per decenni capo indiscusso di Mediobanca, tessitore della complicata ragnatela industrial-finanziaria italiana, l'uomo che dalla fine della seconda guerra mondiale difese l'indipendenza dell'industria italiana da scalate straniere.

Oggi invece in tempi molto diversi Mediobanca appare su posizioni diverse. Essa sembra interessata a trovarsi un nuovo ruolo facilitando questa integrazione continentale. Certo, diversamente da quello che era la Mediobanca di Cuccia in Italia, la Mediobanca di oggi non ha il pugno della situazione sull'Europa.

Questi disegni non sono certo andati ancora a buon fine ma segnano una traiettoria ormai precisa su cui l'Europa potrebbe muoversi. Su ciò l'Italia complessivamente si sta già muovendo. Il trasferimento in Olanda del centro del gruppo Fiat-Chrysler pare una scelta non semplicemente dovuta a motivi fiscali, ma indica come il produttore si senta europeo e anche americano più ancora che italiano.

In tale prospettiva le polemiche quasi quotidiane italiane sull'Europa paiono senza senso, solo urla allo stadio. Ma proprio perché sono in atto tentativi così importanti, le polemiche italiane sull'Europa rischiano di essere molto pericolose. Creano una frattura in più in un momento estremamente delicato del continente. I politici italiani invece paiono compresi nell'idea di biasimare l'Europa per tutto il male di casa loro, oppure assumono posizioni da Giano bifronte: sparlano dell'Europa in pubblico ma la cercano in privato.

Anche in Cina però, dove il governo centrale ha certo più poteri di quello di Roma, tale strategia di comunicazione appare debole perché è a rischio di essere smentita a ogni piè sospinto e potrebbe far precipitare il paese in una crisi di rappresentatività. La massiccia astensione dal voto alla fine rappresenta proprio questo, la sfiducia in tutto quello che dice la politica italiana. 

Il punto della questione italiana con l'Europa è il seguente. 


COMMENTI
25/03/2016 - Vasto programma con Renzi nocchiere? (Carlo Cerofolini)

Come i fatti dimostrano, non è che sperare che questa giusta trattativa con l’Ue venga portata avanti e con successo da Renzi sia un vasto programma? Ahi serva Italia…