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MEDIA E POLITICA/ Sala, Greco, de Bortoli: quelle prove di organigramma per una nuova Milano

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Esattamente come nella corsa alla guida della Procura milanese il vero sconfitto sta per essere dichiarato nella figura del candidato governativo Giovanni Melillo, capo di gabinetto del ministro della Giustizia, Andrea Orlando. 

Francesco Greco, procuratore aggiunto ai reati finanziari, è a un passo da un'affermazione che difficilmente potrà essere contestata, in nome di una "responsabilità milanese" che ha radici ben più profonde di quella vantata poche settimane fa da Renzi. E' una sorta di "patto civico", complesso e financo controverso, forgiato nei tempi di ferro di Tangentopoli, anzi prima ancora: negli anni 80, dai quali il Corriere e l'Ambrosiano hanno ripreso la loro via. In comproprietà fra Milano e Torino. Come — per le vie del risiko bancario — UniCredit e Intesa Sanpaolo. E in fondo anche Mediobanca. Ma la stagione delle assemblee primaverili si accinge a "chiarire" anche quelle situazioni: Intesa Sanpaolo destinata — si dice — ad avere per la prima volta un presidente torinese (Gian Maria Gros Pietro al posto di Giovanni Bazoli, dopo 34 anni) e UniCredit dove vacilla il potere piemontese-romano di Fabrizio Palenzona. Chissà se all'indomani delle Comunali, il nuovo organigramma milanese sarò completato.



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