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OMICIDIO STRADALE / È reato per legge, il Sì del Senato: pene fino a 12 anni, novità e polemiche (ultime notizie oggi, 3 marzo 2016)

Omicidio stradale, è reato per legge con il sì del Senato da ieri: tutte le novità della legge attesa da anni, le polemiche sul voto di fiducia del Governo e le pene esterse fino a 12 anni

Incidente stradale (Infophoto) Incidente stradale (Infophoto)

Da ieri l’omicidio stradale è divenuto reato per legge con il Sì definitivo del Senato posto tramite fiducia del Governo: dopo anni di discussioni, polemiche e morti per le strade, viene disciplinato l’omicidio colposo stradale con un reato a se stante, con sanzioni e pene che arriveranno fino a 15 anni. Entriamo nel dettaglio della nuova legge e vediamo i punti e novità provinciali in vigore da oggi, 3 marzo 2016: il reato di omicidio stradale diviene graduato su tre varianti: resta la pena prevista da 2 a 7 anni nell’ipotesi base, ovvero quando la morta è causato violando semplicemente il codice della strada. Ma la vera novità della legge arriva nelle restanti due ipotesi: chi uccide un o più persone guidando in stato d’ebrezza grave, con tasso alcolemico oltre 1,5 grammi per litro, o sotto l’effetto di droghe, rischia da oggi 8-12 anni di carcere. Terza e ultima ipotesi, il reato per colui che uccide comunque ubriaco (sopra 0,8 g/l) o quando l’incidente è caudato da manovre pericolose (eccessi di velocità, guida contromano, infrazioni ai semafori, sorpassi rischiosi e inversioni), allora scatta la reclusione da 5 a 10 anni. Altro capitolo ancora, la fuga del conducente: se il guidatore scappa dopo aver investito una persona, scatta l’aumento di pena da un terzo a due terzi, e la pena non potrà comunque essere inferiore a 5 anni per l’omicidio e 3 anni per tutte le altre lesioni. La pena, infine, è ridotta della metà se l’incidente è avvenuto anche per colpa della vittima. Grandissime polemiche in aula del Senato ieri per l’approvazione della legge sull’omicidio stradale tramite il voto di fiducia, con i banchi della maggioranza letteralmente assaltati da un Parlamento completamente impazzito. Le parole del ministro Boschi in aula: «Credo che il governo non solo non si debba vergognare ma debba essere orgoglioso di mettere la prosecuzione della propria attività e carriera politica a tutela delle vittime della strada, per riconoscere diritti a loro e alle loro famiglie».

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