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OPERAZIONE CONFUSIONE/ Renzi fa melina e vola negli Usa (come Letta)

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Il problema però, per Renzi, non si limita alla situazione del Pd, del suo partito. E' abbastanza curioso che non si conosca ancora la data esatta delle elezioni amministrative di giugno, con il rischio che gli eventuali ballottaggi finiscano mentre si apre il periodo delle vacanze con la chiusura delle scuole. Con la voglia che c'è di votare oggi in Italia, questo ritardo non è affatto opportuno.

Ma forse una programmata melina può anche stancare di più gli elettori d'opinione, i tanti rassegnati al declino italiano, che sono incerti se andare o non andare al seggio.

Il quadro politico delle grandi città è rischioso per la segreteria di Matteo Renzi. Napoli sembra orientata a ridare consensi a Luigi de Magistris, un "Masaniello" che verrebbe preferito al risultato della rissa nelle primarie del Pd napoletano. A Roma, ci sono i "pentastellati" grillini che sono in testa e conducono la danza contro il "romanzo di mafia capitale". Poi c'è Milano, dove Renzi può rischiare veramente la faccia. Il premier ha quasi imposto mister Expo, Giuseppe Sala, che è un manager a cui va bene la destra, la sinistra e anche il centro. Ma Sala non va molto bene al Pd, che è in parte inquieto, in parte in subbuglio. Non va bene alla sinistra. E la città, con la presentazione unitaria di Stefano Parisi da parte del centrodestra, dà segni di voler cambiare. E' un trend che si nota dai sondaggi di questi ultimi giorni. Alla fine può venir fuori un testa a testa al cardiopalma o addirittura una sorpresa, mentre solo un mese fa tutto sembrava scontato a favore di Sala.

Poi c'è la situazione economica del Paese. Tra qualche giorno si conosceranno i dati del primo trimestre del 2016, ma quelli già noti della fiducia dei consumatori (cresciuta di poco) e quella delle imprese (calata di poco), forniscono sempre l'immagine della consueta incertezza, di un'uscita sempre più problematica da una crisi che è lunga, troppo lunga ormai, con sacrifici sempre più mal sopportati e una pressione fiscale ai limiti del brivido.

Sullo sfondo restano i problemi con l'Europa, il nodo delle banche italiane, nonostante il ribadito concetto della "solidità del sistema", i risparmiatori da indennizzare sapendo che una nuova crisi bancaria sarebbe esiziale per il governo e per alcuni suoi ministri. E poi il nodo del debito e il perenne sogno della crescita.

Si dice che Renzi alla fine attenda solo l'esito del referendum sulla riforma istituzionale e lì giochi tutte le sue carte. Ma per arrivare al referendum occorrono ancora sei mesi e in questo momento, sul piano interno e internazionale, prevale soprattutto l'imprevedibile.

Ci si può chiedere se è sufficiente una lunga melina, prolungata, giocando il ruolo dello statista che si occupa di grandi problemi internazionali e cerca di ristabilire contatti nell'ultimo periodo della presidenza di Barack Obama. Renzi è un uomo fortunato, ma a volte anche le carte migliori ti tradiscono.

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COMMENTI
30/03/2016 - #renzistaisereno? (Carlo Cerofolini)

Anche Letta andò negli Usa per cercare di dribblare i problemi interni, ma questa trasferta non è che poi gli portò bene. Renzi stia quindi attento a seguire orme di #enricostaisereno, perché alla fine le volpi finiscono in pellicceria!