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PRIMARIE PD ROMA 2016/ Piepoli: la variabile "autistica" può fare vincere M5s

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Il Campidoglio (Infophoto)  Il Campidoglio (Infophoto)

PRIMARIE PD ROMA 2016. Nicola Piepoli, grande signore dei sondaggi, è quasi eccitato come ricercatore di fronte alle previsioni dei risultati in una città come Roma. A fine settimana vanno in onda le "primarie" sia a Roma che a Napoli, due strane "metropoli" che un osservatore come Antonio Polito vede in una situazione veramente critica.

Partiamo da Roma, Piepoli, e guardiamo a queste primarie. Che cosa si sente di dire? Quali sono i risultati delle ricerche sue e dei suoi collaboratori?

La risposta in questo caso potrebbe essere abbastanza semplice. Queste primarie dovrebbe aggiudicarsele Roberto Giachetti. E' un politico che ha carisma, che ha la grinta necessaria, che conosce la città e che per le sue passate esperienze conosce bene anche la macchina del Comune. Ma detto tutto questo, e dando quasi per scontato il risultato delle primarie, fino a questo momento, devo aggiungere inevitabilmente un "ma". Perché il discorso complessivo su Roma non si può ridurre ai candidati alle primarie della sinistra.

Dalle sue parole, sembra che lei si diverta di fronte alle elezioni amministrative di Roma.

Infatti sto pensando alle primarie, ma mi è impossibile non guardare al quadro generale e alle forze in campo delle amministrative. Posso riassumere questa partita con un'immagine?

La prego, ci faccia capire, Piepoli.

Questa di Roma è una partita incredibile e quindi per un ricercatore è ovviamente stimolante. Se si osservano i risultati delle ricerche e delle analisi si vede che ci sono tre forze in campo che alla fine si equivalgono, e tutte e tre raggiungono una percentuale intorno al 30 per cento. Vale il 30 per cento o qualche cosa di più il blocco che potremmo chiamare di centrodestra; vale circa il 30 per cento il M5s, con la candidata sindaco Virginia Raggi; e vale ugualmente il 30 per cento anche il blocco della sinistra intorno al Pd.

Una realtà spaccata in tre che potrebbe riservare sorprese. E' inevitabile che ci si domandi: chi va al ballottaggio in una situazione di questo tipo? E' veramente una grande scommessa.

Ci sono delle varianti e, mi lasci dire, della variabili "autistiche".

Mi sembra un poco criptico, Piepoli. Si spieghi.

A Roma occorre considerare quello che può accadere a sinistra e quello che può accadere all'interno del centrodestra. Cominciamo con la sinistra e con un suo esponente che sembra in agguato. Mi sto chiedendo che cosa stia facendo esattamente l'ex sindaco Ignazio Marino. Si dice che abbia scritto un libro sui suoi mesi in Campidoglio e che magari possa intervenire con delle "letture" di memorie in questa campagna elettorale. In più non è chiaro se partecipi o no a queste primarie. Un fatto è certo. Secondo valutazioni attendibili, Marino può contare su una percentuale di consensi romani che si aggira intorno al 10 o 12 percento. Questa percentuale di consensi potrebbe influire sulle primarie, ma potrebbe influire anche sulle stesse elezioni amministrative. Questa è quella che io chiamo una variabile autistica. Ma non è l'unica.

Ce ne è un'altra?


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