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PRIMARIE PD ROMA 2016 / Caldarola: vince Giachetti, ma deve aver paura di Fassina...

"Queste primarie di fine settimana, soprattutto a Roma, ma queste amministrative in generale, alla fine rappresentano una vera incognita". Il commento di PEPPINO CALDAROLA

Roberto Giachetti alla Camera con Giorgia Meloni (Infophoto) Roberto Giachetti alla Camera con Giorgia Meloni (Infophoto)

"Queste primarie di fine settimana, soprattutto a Roma, ma queste elezioni amministrative in generale, alla fine rappresentano veramente un'incognita". Peppino Caldarola ha il dono del fiuto politico, perché nella politica c'è cresciuto, diventando anche deputato. Ma è pure un analista raffinato, un grande giornalista mai parziale e molto freddo, pacato nei giudizi.

Caldarola, partiamo da Roma, perché la situazione romana sembra la più complicata, per alcuni aspetti quasi indecifrabile se uno pensa al risultato finale. Non sto parlando solo delle primarie, anche se si può partire proprio da un'analisi di queste primarie. Devo dire che le candidature del Pd per le primarie non solo male e anche il dibattito è stato buono. Restringerei il risultato tra Roberto Giachetti e Roberto Morassut. Sono entrambe due persone di valore. Giachetti è un radicale che oggi milita nel Pd e ha fatto battaglie importanti. E' un politico combattivo, preparato e non è nemmeno uno che ha "scoperto" improvvisamente Matteo Renzi. Si può dire che lo è sempre stato renziano. In più ha già un'esperienza nella macchina comunale, fatta ai tempi di Rutelli. Ma anche Morassut rappresenta qualche cosa di solido in fatto di competenza nella macchina comunale. E in più resta l'esponente legato di più alla tradizione di sinistra, al Pd come partito che rappresenta il popolo di sinistra. Io credo che alla fine la spunterà Giachetti, ma certo ci sono tante varianti da considerare.

Quale è la principale secondo lei, Caldarola? Credo che una delle questioni principali sia la partecipazione al voto, a cominciare dalle primarie di Roma. Ho colto questa preoccupazione in più di un rappresentante del Pd e non solo. Il discorso sulla partecipazione al voto può essere analizzato da diversi punti di vista. Un'astensione forte sarebbe un fatto negativo e potrebbe essere legata soprattutto alla situazione che si è vissuta a Roma. Tuttavia si potrebbe cogliere anche qualche cosa di più che riguarda tutto il Paese, non solo Roma.

Potrebbe diventare l'espressione di un disagio generale, di una grande incertezza che si vive non solo a Roma. E' questo che intende, Caldarola? Non si possono escludere segnali di questo tipo. Ho visto che persino nelle primarie di Milano c'è stata una leggera flessione. Intendiamoci, quelle primarie hanno avuto una partecipazione consistente di persone, militanti, simpatizzanti. Si può sempre parlare di un'ottima presenza di votanti. Ma è evidente che il contesto di questi giorni, in una città come Roma e nella situazione in cui vivono oggi gli italiani, può suscitare qualche apprensione sulla partecipazione al voto.

Si poteva pensare a un'altra variante su queste primarie romane del Pd. Ad esempio quello che può rappresentare il "caso Marino". Fino a pochi giorni fa non si sapeva neppure se partecipasse o meno alle primarie. Che incidenza può avere l'area del consenso a Marino?