BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

Antonio Bassolino/ Superato da Valeria Valente, delusione per la sconfitta al fotofinish (Primarie Pd Napoli 2016, 6 marzo)

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Antonio Bassolino  Antonio Bassolino

ANTONIO BASSOLINO, CHI È L’EX SINDACO CANDIDATO ALLE PRIMARIE PD NAPOLI 2016 (6 MARZO): SUPERATO AL FOTOFINISH DA VALERIA VALENTE - Alle Primarie del Pd di Napoli del 2016 Antonio Bassolino è stato superato al fotofinish da Valeria Valente. La candidata ha preso il 47.39% mentre Bassolino ha ricevuto il 45.17% delle preferenze. Sul sito ufficiale de IlMattino si racconta come al comitato di Bassolino l'aria sia mesta e come trapeli la notizia che l'ex sindaco abbia perso per appena cinquecento voti. Aspettiamo le dichiarazioni dell'uomo dopo che la Valente ha detto come tutto il centrosinistra si sarebbe stretto dopo la decisione del rappresentante attorno a quest'ultimo.

ANTONIO BASSOLINO, CHI È L’EX SINDACO CANDIDATO ALLE PRIMARIE PD NAPOLI 2016 (6 MARZO) Il sessantotenne Antonio Bassolino è tra i favoriti a vincere le primarie del Pd che decideranno il futuro candidato Sindaco di Napoli. Bassolino è nato ad Afragola nell’immediato dopoguerra (20 marzo 1947) e ha vissuto l'infanzia dividendosi tra gli studi e una classica famiglia napoletana. Nella sua casa d’origine non vi erano grossi problemi, il lavoro del padre, capo giardiniere del comune, assicurava una vita  decente, e scevra di quei problemi che assillavano molti campani alla fine della guerra. Antonio non ama studiare, finisce la scuola media e declina l’invito del padre a iscriversi alle scuole superiori (il padre lo voleva medico condotto), inizia a fare qualche lavoretto saltuario per aiutare l'economia familiare, e alla fine indirizza la sua attività verso la politica, sua grande passione. Il giovane, a diciassette anni si iscrive nell’allora federazione giovanile del Partito Comunista Italiano (PCI), nel '70 partecipa, osteggiato dalla famiglia d’origine (si racconta che al primo suo comizio, riuscì a parlare solo dopo che il padre fu allontanato dalle forze dell’ordine) alla campagna elettorale per consigliere regionale, viene eletto con un buon risultato in termini di consenso. 

La sua indubbia capacità organizzativa, legata al carisma, lo porta in breve tempo a scalare le posizioni interne del partito. Nominato segretario della federazione di Avellino, ricopre l’incarico con passione. Passione che lo porta all’attenzione dei vertici nazionali del partito. Nel 1976 è nominato Segretario per l'intera Campania, e nel 1978 al culmine del potere comunista viene inserito stabilmente nei quadri direttivi nazionali, fa il suo ingresso a Botteghe Oscure, ed è nominato responsabile della commissione per il Mezzogiorno e per il lavoro. Eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati nel 1987, ricopre vari incarichi in seno a diverse commissioni legislative, ed è uno dei mediatori tra le frange estreme del PCI, che non accettano il cambio politico imposto dai vertici del partito, e che vede la transizione verso un comunismo più moderato. Viene eletto per la prima volta a Sindaco di Napoli nel 1993, imponendosi al ballottaggio su Alessandra Mussolini. La sua opera nei primi anni come sindaco mira a far dimenticare ai suoi concittadini i tanti scandali legati all’esplosione del fenomeno tangentopoli. La sua opera è apprezzata dai napoletani che lo confermano a primo cittadino nel 1997, regalandogli il secondo mandato con una maggioranza quasi "bulgara", che supera abbondantemente il 70%.

Arrivano gli anni 2000, e Bassolino viene attirato a Roma dalle sirene di un posto ministeriale. È l'allora presidente del consiglio Massimo D’alema a volerlo nel suo governo, affidandogli l’importante incarico di Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, che lascia dopo qualche mese in seguito all’assassinio da parte di un nucleo delle Brigate rosse del suo consulente e amico Massimo D’Antona. Nel 2000 si candida ad ottenere la poltrona di presidente della giunta regionale campana, riesce nel suo intento al primo turno ottenendo con la sua lista la maggioranza assoluta (il 54%), viene confermato alla poltrona di presidente regionale nel 2005. Mentre ricopre il suo secondo mandato come capo della massima espressione politica regionale campana viene colpito da diversi avvisi di garanzia, spesso riguardanti la gestione del ciclo integrato dei rifiuti, relativi a quando ricopriva il ruolo di commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania.

Quasi scaricato dal suo partito, è stato invitato più volte a dimettersi. Bassolino ha sempre dichiarato, di non aver mai fatto nulla di male da rimproverarsi, e ha sempre respinto l’ipotesi di abbandonare l’incarico. I processi che l’hanno visto coinvolto, nella maggior parte dei casi, sono stati archiviati per "prescrizione". La sua candidatura alle primarie per scegliere il futuro candidato Sindaco è fortemente osteggiata dal suo partito, i cui vertici ancora non hanno digerito il rifiuto a dimettersi da Governatore nel pieno degli scandali politici. Molti analisti lo danno però per vincente, in virtù dell’alta penetrazione che ha in maniera trasversale, in quella cultura campana che lo vede come uno dei suoi "figli" migliori.  Coniugato con la parlamentare Anna Maria Carloni, i due formano una coppia bene assortita e spesso presente sui rotocalchi nazionali. Gli amici di Bassolino non nascondono la sua propensione a un protagonismo e a un cinismo esasperato, quello stesso cinismo che ha portato un semplice ragazzo di Afragola, a decidere le sorti di uno dei partiti più potenti del dopoguerra, a sfidare i suoi stessi vertici, e a ritornare comunque in sella da protagonista assoluto. 



© Riproduzione Riservata.