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Politica

BROGLI PRIMARIE PD/ Da Genova a Napoli, il "vizietto" che non dispiace a Matteo

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Attenzione: la furbizia e il raggiro si mescolano anche stavolta indissolubilmente con la spocchia verso gli avversari, in questo caso i grillini, tacciati di essere costretti ad accontentarsi di “pochi clic” su Internet non avendo il coraggio e la forza di misurare la propria base in vere e proprie primarie per scegliere candidati “dal basso” anziché farli individuare dall’alto, dai due capi Grillo e Casaleggio.

Il paradosso finale è che Renzi è costretto a far finta di niente, perché se dovesse sospendere il ricorso alle primarie farebbe capire che considera potenzialmente fuorviante, a suo stesso vantaggio in quanto capo supremo in carica, un metodo di preselezione democratica dei candidati alle elezioni amministrative. Lui invece non può che continuare a considerare, e far considerare, i brogli ormai acclarati come il prodotto delle solite “poche mele marce” che non inquinano però la validità dell’intero metodo.

Con questo non si deve e non si può arguire che esista, nella piena consapevolezza di Renzi o comunque col suo avallo, una strategia imperniata sui brogli e finalizzati a far prevalere sempre i candidati graditi al vertice. Bisogna lasciare il beneficio del dubbio sul fatto che terze persone, zelanti imbecilli, abbiamo armato i mestatori operativi sul territorio all’insaputa del capo. Per poi magari, dopo, a cose fatte, vantarsene col vertice. Ma allora questo sarebbe il momento, per il capo, di promuovere inchieste e ricambi. Dimostrando con i fatti di non aver bisogno di truccare le primarie per far vincere i candidati a lui cari. Ma lo farà?

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COMMENTI
09/03/2016 - Le primarie di Renzi (Corrado Gajetti)

Renzi è diventato segretario del PD a seguito di "primarie" del PD; da li ha poi forzato la mano per diventare presidente del consiglio. Può a questo punto delegittimarle?