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CAOS RENZI/ Se Matteo sbaglia su Regeni come sulla Libia

Renzi è negli Usa per placare l'ira di Obama sulla condotta italiana in Libia e la Guidi si deve dimettere. Poi c'è il caso Regeni. Sul quale Renzi non sa più che fare. GIANLUIGI DA ROLD

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Nell'Eurozona della deflazione e nell'Italia della crescita che non arriva mai, dove tutto deve essere rivisto al ribasso, sta andando in onda il triste festival del putiferio politico. Il cammino perverso di imboccare la strada della deflazione deve essere messo sul conto di questi leader europei, spacciati come grandi statisti, a cominciare dalla figlia del pastore protestante di Lipsia (ai tempi del "democratico" Ulbricht e poi del "progressista" Honecker), la signora Angela Merkel, da un apparato mediatico che, soprattutto in Italia, sta raggiungendo livelli grotteschi.

Nel Belpaese ieri la notizia trainante era rappresentata dal libro-verità del "marziano" di Roma, Ignazio Marino. Un autentico delirio di generale incapacità politica, che Benedetto Croce definirebbe "inintelligente" e quindi non etica. Oggi sono seguite altre amenità da baraccone da fiera: il ministro dell'Interno Alfano che rispolvera (ma chi se lo ricordava ?) il ponte di Messina e propone come data per il voto amministrativo il 5 giugno, ferie permettendo. Poi spunta la ministra Guidi, sorpresa al telefono con il suo "compagno" (chissà se si può ancora dire fidanzato) noto "trivellatore" petrolifero della Total, che viene rassicurato su un emendamento ad hoc nella legge di stabilità, tanto che sarebbe intervenuta anche "Maria Elena", cioè il (o la?) ministro Boschi.

A questo punto ci si chiede, rispettando il pianeta che tanto amava Schiaparelli, se ci si trova di fronte non a un "marziano" chirurgo, sindaco dimissionato da un notaio a Roma, ma a una tribù di "marziani", con il suo capo attualmente in trasferta in America, dove dovrebbe (il condizionale sembra d'obbligo) incontrare il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per spiegargli quale atteggiamento l'Italia intende tenere sull'esplosiva situazione della Libia.

La "fuga americana" di Renzi è incominciata male, con le parole dell'ambasciatore italiano Armando Varricchio che gli ha spiegato l'irritazione di Obama per l'accordo con la Turchia sui migranti e l'ondivago, ogni tanto annunciato ogni tanto ritirato, impegno dell'Italia in Libia.

Parallelamente alla "fuga in America" è già sparita dalle prime pagine dell'"orchestra mediatica" italiana la tragedia del giovane Giulio Regeni, il giovane italiano, ricercatore di Cambridge, ucciso sotto tortura in Egitto, con tutta probabilità da una "squadra" dei servizi segreti del Cairo, che opera, come si diceva un tempo, "sul campo", senza dover rispondere a nessuno e con licenza di uccidere.

Mentre il premier inaugurava centrali e scuole negli States, Paola e Claudio Regeni, i genitori di Giulio, affrontavano la stampa nella Sala Nassiriya di Palazzo Madama al Senato e chiedevano, con tono fermo ma straziante per chi li ascoltava con un poco di cuore, di conoscere la verità sulla fine del loro ragazzo. Una verità che non può essere bloccata dalla "ragion di Stato" o dal business internazionale. Il "coraggio della verità" è nelle democrazie il "coraggio della ragione", perché sono le Costituzioni democratiche, scritte e non scritte, ad anteporre le persone e gli individui allo Stato nell'interesse della convivenza civile.


COMMENTI
01/04/2016 - Bell'articolo (ALBERTO DELLISANTI)

Articolo giustamente dedicato "alla mancanza di volontà politica, di decisione nell'affrontare i problemi reali" da parte di messer Renzi Matteo. Il capo del Governo (e capo del partito della nazione....!?) è in trasferta negli USA. Ma con quale profitto? Visto che non va (non ne è capace?) al nocciolo delle vicende che si chiamano ad esempio Regeni, o la Libia. Il presidente del Consiglio è "giovanilista" (pure la sua cerchia di addetti), è "rapido ai computer", lesto nel contarla su, tutto all'opposto nelle "scelte politiche rilevanti". Bell'articolo, tocca più punti. A tratti è come se spiegasse per filo e per segno nonostante le pennellate veloci: la Merkel, il Marino, l'Alfano Angelino, la dolorosissima vicenda di Giulio Regeni, Bettino Craxi e la "notte di Sigonella" del 1984, ecc. ecc. Chissà cosa ha detto Obama al riguardo dell'accordo (discutibilissimo, e allo stato solo sulla carta) tra UE e Turchia di questi giorni. Me lo chiedo per difetto di informazione.