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PANAMA PAPERS/ L'ultimo "scherzo" degli Usa per azzoppare l'Europa

L'elenco dei Panama Papers, più che dall'indagine del Gruppo internazionale di giornalisti investigativi, ha tutta l'aria di un dossier uscito dagli scaffali della Cia. GIANLUIGI DA ROLD

David Cameron (Infophoto) David Cameron (Infophoto)

L'elenco, più che dall'indagine del Gruppo internazionale di giornalisti investigativi (Icij), ha tutta l'aria di un grande dossier uscito dagli scaffali della Cia, cioè dell'agenzia principe dello spionaggio americano. Ci si interroga sul significato di questa pubblicità data ai cosiddetti "Panama Papers", all'immagine del sistema finanziario ed economico globalizzato che emerge da un paradiso fiscale di grandi dimensioni, in una situazione dove l'economia, soprattutto su questa sponda dell'Atlantico e nei Paesi emergenti, sta zoppicando, cerca faticosamente di risollevarsi da una crisi epocale che è cominciata nel 2007 e non è ancora finita.

E' probabile che noi tutti siamo un poco afflitti da un'insana forma di dietrologia. Ma è anche lecito pensare che non tutto avviene per caso, in una situazione mondiale dove le guerre convenzionali sono sostituite da un lato dalle battaglie cruente asimmetriche, quelle condotte ormai da centrali e "stati" terroristici e dall'altro da "regolamenti di conto" che si giocano sullo scontro dell'informazione per il possesso di dati sensibili.

E' molto difficile addentrarsi in analisi di questo tipo, raggiungere conclusioni, non confondersi imboccando piste che alla fine possono rivelarsi solo delle grandi operazioni di depistaggio.

Conviene quindi fermarsi a quello che si riesce a comprendere a prima vista, all'immagine che esce da questa infinita sequenza di nomi, che rappresentano la vera "casta" della nuova società globalizzata.

Facciamo anche una premessa doverosa. Nel mazzo dei tanti nomi di personaggi e di tante sigle di tutto il mondo che si sono affidati allo Studio Mossack Fonseca, un'autentica fabbrica di società offshore, ci può essere benissimo anche una parte di regolari cittadini del mondo che denunciano di avere messo dei regolari capitali all'estero.

Bisognerà alla fine vedere che cosa ci sarà esattamente in quegli undici milioni e mezzo di documenti, distinguendo i soldi che vengono da riciclaggi di malavita, quelli che servono per finanziare il terrorismo, quelli che sono frutto di un'elusione o di un'evasione fiscale e anche quelli regolari. Lì in mezzo c'è di tutto. E c'è persino la consapevolezza, da parte di molti economisti, che una tale montagna di quattrini, la maggior parte sottratta al fisco, rientra poi sempre ugualmente, in un modo o nell'altro, nel giro dell'economia globalizzata e paradossalmente contribuisce a salvare l'asfissia economica di questi nove anni di crisi.

Il primo flash che colpisce è comunque la presenza (limitata, quasi mirata) di alcuni politici. Lasciamo perdere lo scombiccherato primo ministro islandese, un "vaso di coccio" messo in mostra per necessità, che è già stato velocemente "frantumato". E si può anche aggiungere qualche leader cinese che dal comunismo e dal maoismo (anche da un punto di vista di parentela) ha scoperto le sirene del capitalismo più rapinoso. Può tornare utile sapere queste cose in futuro. C'è anche il vecchio Le Pen, ormai un reperto politico sostituito dalla figlia e dalla nipote sulla scena politica francese.


COMMENTI
10/04/2016 - Divide et impera... (ALBERTO DELLISANTI)

Grazie a Da Rold, e al commento di una riga e mezza che la dice lunga. Anche allo scritto seguente di Annoni. Il rovinoso Napoleone nano Sarkozy, insieme all'altro goloso di Cameron (supportati dagli USA di H. Clinton e Obama) distrussero la Libia (e Gheddafi) per scalzarvi l'Italia. E non solo per la moda sciagurata delle "primavere arabe", lanciata da Obama. Ben gli sta ora a Cameron passare i guai suoi per la CIA. Scandalosamente, l'UK (l'Università) ha buttato in un rogo in Egitto il poi martirizzato Regeni. Cameron non è estraneo a manovre inglesi (o UK/FR) per mettere zizzania tra Egitto e Italia. La tragedia Regeni mica li tocca. E Washington ha benedetto. USA sempre attenti a separare tra loro Europa e Russia. E a disunire UK e Germania, con il costo (che è su di noi e chi come noi) di una supremazia tedesca che crescerà per un Brexit. Come dice Da Rold, ecco il colpetto della CIA a Cameron, e l'altro a Putin. Infatti i Panama Papers li ha prodotti (vedi prismomag.com) la Suddeutsche Zeitung insieme all'ICIJ (Consorzio Internaz. Giornalismo Investigativo) a cui partecipano L'Espresso, Le Monde, NYT, Washington Post, Guardian, ecc. L'ICIJ è finanziato dalle Fondazioni di Famiglia Rockfeller (!) dei Ford (!) di George Soros(!!!)... ecc. ecc. ecc.

 
10/04/2016 - panama papers (delfini paolo)

Gli speculatori finanziari, cioè coloro che attualmente governano di fatto il mondo, non sanno più quali idiozie inventarsi, "panama papers" ne è la conferma.