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RENZI COME ANDREOTTI?/ Non confondiamo il realismo con lo strapotere (e l'utopia) del "capo"

Giulio Andreotti (1919-2913) (Infophoto) Giulio Andreotti (1919-2913) (Infophoto)

Niente a che fare con le riforme istituzionali poste in essere dal Governo Renzi; riforme che si dimostrano solamente funzionali a consolidare il potere del "capo della forza politica" della più ampia minoranza del Paese, come recita in modo inquietante l'Italicum (art. 2, comma 8, l. n. 52/2015, c.d.); e, soprattutto, riforme che sono destinate ad aprire nuove e pericolose fratture nel corpo sociale.

Scriveva Andreotti in uno degli ultimi editoriali del mensile 30Giorni: "Ho sempre pensato che i ministri più meritevoli siano quelli che invece di affannarsi nell'ennesima riforma, cercano di far funzionare con umiltà il meccanismo che c'è". Si tratta di un'umiltà che sottendeva una sensibilità politica e una consapevolezza culturale che paiono ormai smarrite. Ed è un tale smarrimento che l'Italia principalmente sta pagando.

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