BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CAOS RENZI/ Ecco perché anticipare il referendum-riforme non garantisce la vittoria

Pubblicazione:martedì 12 aprile 2016

Infophoto Infophoto

Il premier deve cercare di capire se anticipando il voto non provochi a sua volta un’accelerazione delle forze a lui ostili. In questo senso prima ho detto che si sta avvicinando la tempesta perfetta. Può anche darsi che chi teme la tempesta perfetta preferisca vederla subito piuttosto che farsi logorare nell’attesa. L’anticipare la data del referendum non è però di per sé una garanzia per la vittoria.

 

Da dove viene questo coagularsi di forze ostili a Renzi?

Innanzitutto dalle amministrative di Milano. Quella di Parisi è la candidatura più intelligente che il centrodestra abbia fatto. La sua scelta documenta la possibilità di dare vita a un centrodestra libero da Berlusconi e dai suoi colonnelli. Se questa ipotesi dovesse avere successo a Milano, potrebbe avere un futuro nazionale. Anche questo è un dato che va elaborato, sapendo come diceva D’Alema che il nostro è un Paese con una maggioranza di centrodestra. Adesso questa maggioranza si rifugia nell’astensione e nel voto di protesta, ma se trovasse una leadership moderata tornerebbe ad aggregarsi.

 

Secondo un sondaggio di Ilvo Diamanti, M5s si sta rafforzando sul Pd. Anche lei ha questa percezione?

Nel momento in cui Grillo e Casaleggio sono più in crisi, M5s sta raccogliendo i frutti di quanto ha seminato in questi anni. I sondaggi danno la Raggi in testa a Roma, e dicono che in un ballottaggio Renzi-Di Maio vincerebbe il secondo. Sono tutte previsioni negative per il premier. Fino a poche settimane fa Renzi sembrava avvantaggiato dalla fluidità delle opposizioni, un funambolo che non sa neppure a chi passare la palla perché in campo c’è solo la sua squadra. Invece oggi se ci guardiamo intorno vediamo che sono scese in campo altre squadre ed è iniziato il campionato.

 

Renzi potrebbe essere tentato di cambiare l’Italicum?

Cambiare l’Italicum in questo momento richiede una forzatura parlamentare che andrebbe  fatta senza il consenso di tutte le parti. M5s infatti non ha nessuna intenzione di modificare la legge elettorale. A Renzi occorrerebbe quindi trovare il consenso nel suo partito, con la sinistra che lo ha abbandonato e che lo critica, e con il gruppo dei berlusconiani che rispondono ancora a Berlusconi.

 

Possono bastare i voti di Verdini?

Certamente no, perché il premier non potrà affrontare tutte le sfide elettorali che lo attendono se trasmette l’immagine di un leader autoritario. Il leader può essere autoritario se porta a casa dei successi in termini di occupazione e di sviluppo del Paese, ma l’opinione pubblica non ha la percezione che l’Italia abbia voltato pagina.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
12/04/2016 - Concordo con Cerofolini (Luigi PATRINI)

Andare a votare e votare Sì

 
12/04/2016 - Il 17 aprile in massa alle urne (Carlo Cerofolini)

Sicuramente Renzi pensa di abbinare al secondo turno delle amministrative pure il referendum costituzionale per cercare di nascondere tutte le difficoltà in cui si dibatte il suo governo – compreso quelle legate alle elezioni dei sindaci – sia per non dare tempo agli italiani di rendersi conto delle pericolose riforme ciofeca insite nella riforma della Costituzione made in Renzi, che portano ad avere un solo uomo al comando. In conseguenza di ciò, a scanso d’equivoci, è indispensabile andare in massa a votare al referendum del 17 aprile sulle trivelle, al fine di raggiungere il quorum, in modo da portare a più miti consigli il “Rottamatore”.