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CAOS RENZI/ Ecco perché anticipare il referendum-riforme non garantisce la vittoria

Pubblicazione:martedì 12 aprile 2016

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“Sulla testa di Renzi si sta avvicinando la tempesta perfetta, e può darsi che il premier preferisca vederla subito piuttosto che farsi logorare nell’attesa. Anticipando la sfida finale però non fa altro che provocare a sua volta un’accelerazione delle forze a lui ostili”. Lo evidenzia Peppino Caldarola, ex direttore dell’Unità ed ex parlamentare dei Ds. Lunedì Renzi è intervenuto di fronte alla Camera del deputati in occasione dell’ultima lettura per le riforme costituzionali, che dovrebbe concludersi mercoledì. “Quello che sta avvenendo è un passaggio al quale non tutti credevano e in molti casi anche noi pensavamo di non vedere più”, ha detto il presidente del Consiglio. Per Caldarola però, “Renzi sta sottovalutando un fatto: fino a poche settimane fa era l’unico funambolo, invece oggi vediamo che sono scese in campo altre squadre ed è iniziato il campionato. Lo documentano M5s che cresce nei sondaggi e un rinnovato centrodestra non berlusconiano riunito attorno al nome di Stefano Parisi”.

 

Secondo lei quali carte ha in mano Renzi per rilanciare?

Non è facile perché sulla testa di Renzi si sta avvicinando la tempesta perfetta, cioè il concentrarsi del voto per il referendum, dell’inchiesta di Potenza e delle amministrative. Il premier non deve farsi mettere nell’angolo. E’ necessario un rilancio vero, di progetto. E’ per questo che non può limitarsi agli 80 euro ai pensionati che ricordano mosse già viste. Renzi potrebbe inoltre cercare di ottenere una sorta di “pax” nel suo partito.

 

Che cosa ribolle nel ventre del Pd?

Una componente del partito, rappresentata da Michele Emiliano, ha scelto una linea durissima nei confronti di Renzi. In un’intervista a La Stampa, il presidente della Regione Puglia ha picchiato come un fabbro su Renzi e sul governo. Con il suo attacco al premier, Emiliano si è messo a capo della corrente ambientalista che oggi non è più rappresentata da un soggetto politico.

 

In questo senso il referendum del 17 aprile potrebbe diventare a favore o contro Renzi?

Ovviamente il referendum sulle trivelle potrebbe non raggiungere il quorum. Intorno al voto del 17 aprile però si sta aggregando una quota di elettori che andando alle urne vogliono dimostrare la loro ostilità a Renzi. Può accadere che tecnicamente il referendum raggiunga il quorum, e questa per il premier sarebbe una sconfitta, oppure che ci vada abbastanza vicino, e in questo modo si manifesterebbe l’esistenza di un significativo blocco elettorale ostile al governo.

 

Secondo fonti del sussidiario, Renzi sta pensando di anticipare il referendum costituzionale al 19 giugno. Come valuta questa scelta dal punto di vista politico?

L’idea di non farsi cuocere a fuoco lento è utile. E’ del tutto evidente che Renzi ormai ha intorno a sé un concentrato di oppositori di vario tipo, tanto che il premier sta scoprendo di essere tragicamente solo. La carta del referendum costituzionale del resto è sicuramente favorevole a Renzi, in quanto non credo che la maggioranza degli italiani vogliano che le cose rimangano come sono.

 

Quindi ha senso anticipare il voto?


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COMMENTI
12/04/2016 - Concordo con Cerofolini (Luigi PATRINI)

Andare a votare e votare Sì

 
12/04/2016 - Il 17 aprile in massa alle urne (Carlo Cerofolini)

Sicuramente Renzi pensa di abbinare al secondo turno delle amministrative pure il referendum costituzionale per cercare di nascondere tutte le difficoltà in cui si dibatte il suo governo – compreso quelle legate alle elezioni dei sindaci – sia per non dare tempo agli italiani di rendersi conto delle pericolose riforme ciofeca insite nella riforma della Costituzione made in Renzi, che portano ad avere un solo uomo al comando. In conseguenza di ciò, a scanso d’equivoci, è indispensabile andare in massa a votare al referendum del 17 aprile sulle trivelle, al fine di raggiungere il quorum, in modo da portare a più miti consigli il “Rottamatore”.