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REFERENDUM 17 APRILE/ Il caos energetico (e politico) che pesa sul voto

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Procedendo così disordinatamente con le politiche di settore, difficilmente sapremo supplire rapidamente come si dovrebbe, con nuove fonti di approvvigionamento, ricorrendo alla moltiplicazione dell'energia rinnovabile. È poi significativo dello sbandamento italico il fatto, che al contrario di anni fa, quando si scoprono giacimenti di gas e petrolio nei nostri territori e mari, si nota indifferenza, quando non il senso della sventura in una consistente fetta dell'opinione pubblica. L'ambiente va certamente rispettato, e si vuol credere che finora le tante estrazioni avvenute l'hanno in ogni caso salvaguardato. Occorrerà senza dubbio essere ancora più attenti nel futuro; ma la cautela dovrà riguardare anche come riusciremo a procurarci da vivere nella nuova divisione del lavoro internazionale. 

L'occupazione, il benessere economico dipenderanno da come gli italiani sapranno conciliare le loro esigenze di salvaguardare il loro ambiente naturale, coniugandolo con le esigenze dell'economia e delle vocazioni produttive finora tutelate, pur di guadagnarsi il proprio sostentamento. Gli elettori dovranno considerare bene, in occasione del referendum, l'utilizzo del voto o dell'astensione. Da questo evento si potrà rendere più sicuro il proprio avvenire, o renderlo più difficile in uno scenario internazionale economico in forte trasformazione, peraltro in una lotta tra potenze, anche cruenta, per accaparrarsi fonti energetiche sempre più copiose e a buon mercato.

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