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SCENARIO/ Gli "errori" di Renzi (e Berlusconi) verso il Partito della nazione

In Italia non sembra esserci ancora un'alternativa valida al renzismo, ma nel centrodestra lo spazio per un soggetto diverso dalla Lega ci sarebbe. Di SALVATORE ZANNINO

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

"Non ti accorgi che anch'io sono uno che si muove maldestro, che ogni mio gesto tradisce il desiderio, l'insoddisfazione, l'inquietudine?".Parlava così il "cavaliere inesistente" personaggio creato nel 1959 da Italo Calvino. Un uomo che credeva errando di essere vivo. Sì, perché le leggi della politica a volte sono crudeli. Quando il Cavaliere nel novembre del 2011 fu disarcionato dal suo IV governo non comprese che quello non era solo l'epilogo di un'epoca di cui era stato indiscusso protagonista, ma la cesura che segnava il fallimento trasversale di un'intera classe politica e dirigente pronta a essere rottamata in blocco. Come ai tempi della caduta della Prima repubblica. Lì la finanziaria di Amato, qui l'ultima legge di stabilità di Tremonti e l'arrivo di Monti svegliarono gli italiani da un lungo sogno di ricchezza apparente. 

Solo l'emergere del renzismo, con la sua carica di distruzione selettiva all'interno del centrosinistra e della sua "storica" classe dirigente, ha consentito, va riconosciuto, di convogliare le pulsioni (politicamente) distruttive di queste fasi di passaggio in forme, al momento, meno traumatiche. Forse a scongiurare un protratto commissariamento del Paese. Basta chiudere gli occhi e pensare oggi al quadro politico eliminando Renzi con un Pd ancora in mano alla vecchia guardia.

La crisi finanziaria del 2011, che aveva portato l'Italia in traiettoria di default, e la caduta verticale e protratta della capacità del Paese di produrre ricchezza, avevano certo avuto nel tempo molti validissimi contributi. Attivi e omissivi. Ma certo chi aveva governato l'Italia, prima di quella data, per circa otto degli ultimi tredici anni non poteva chiamarsi fuori. Tanto più dopo tutto quel promettere rivoluzionari cambiamenti smentiti dai numeri e dai fatti, verso cui notoriamente gli italiani mostrano meno indulgenza rispetto ai costumi. Se la pressione fiscale nel 2000 (durante il governo D'Alema) si assestava intorno al 41,5% del Pil, tra il 2008 ed il 2011 con Berlusconi (dopo il governo Prodi) rimaneva stabile intorno il 42,5%. Con l'ultima Legge di stabilità del ministro Tremonti, a deflagrazione ritardata, si proiettava intorno al 44% del Pil. In tutto ciò, non aveva nulla di casuale che la spesa corrente al netto degli interessi dal 2001 al 2009 fosse passata da circa il 40% al 48% del Pil venendo a cessare, proprio dal 2000, ogni sforzo di contenimento dei precedenti anni. 

Il semplice motivo per cui il Cavaliere non ha subito medesima sorte, venendo rottamato al pari diquella classe dirigente di sinistra con la quale ha condiviso la gestione del potere per circa vent'anni, con il legato drammatico di un'Italia in ritardo su tutto, è l'assenza di un grande partito contendibile alla destra del Pd. Silvio Berlusconi non è infatti notoriamente il leader di Forza Italia. Berlusconi è Forza Italia. Ma questo non porterà le lancette del tempo a girare al rovescio. Per quanto gli italiani soffrano di gravi disturbi alla memoria, le categorie della politica tendono alla semplificazione estrema e alla cristallizzazione feroce dei giudizi. Questo spiega, ad esempio, la sostanziale indifferenza che ha accolto la clamorosa proposta di Corrado Passera di riduzione del debito pubblico per oltre 400 miliardi di euro. Una bomba politica nelle mani di un soggetto che nell'immaginario collettivo potesse vantare una storia personale diversa. Perché non è per nulla indifferente in politica la biografia di una persona e lo stigma che si porta dietro e Berlusconi ha certamente il suo che difficilmente lo proietterà nel futuro. Al di là dei fattori anagrafici. 


COMMENTI
15/04/2016 - ...il Partito della nazione (Lorenzo ROMANO)

Un bell'exursus ma vi trovo molte cose un po' superficiali: i Governi che fin dal'48 ad oggi "ci hanno rappresentato" (si fa per dire) sono tutti caratterizzati da un fattore comune ovvero l'insipienza e l'incapacità di produrre programmi economici appena, appena orientati alla socialdemocrazia. Eppure lo strapotere della DC e del PCI evidenziatosi nelle varie epoche era notevole! Così anche il binomio inclusivo dell'attuale PD non mostra assolutamente programmi caratterizzati da basi sociali e - soprattutto - democratiche. Il Partito della nazione, la grossa limata al Senato, legislazione intesa a trasformare l'Italia un una misera regione germanica (nemmeno un lander), l'eccesso di stranieri cui guai a parlarne se non si vuole essere tacciati xenofobia, fa pensare alla realizzazione di un pacco regalo da fare alle grandi lobby. Eh già, perché un Parlamento a maggioranza assoluta di "chiamati", l'assenza di opposizione e l'annullamento del controllo senatoriale recita un orientamento alla dittatura che però, manco a dirlo, non sarà italiana visto che il trattato di Lisbona oltre alla perdita sovranità monetaria, tra le righe implica anche la perdita della sovranità nazionale. ...e tutto questo lo si fa per "riportare l'Italia e l'Europa ai giusti livelli di produttività..." magari iniettando rispettivamente una trentina di milioni di stranieri in Italia e trecento milioni sparpagliati nella restante UE, insomma un'operazione eccezionalmente "umanitaria"!

 
15/04/2016 - Maestri solo di "omissis" (Luigi PATRINI)

Maestri solo di "omissis", o anche di "omissioni"? In passato ve li ricordate gli "omissis", cioè le secretazioni di frasi fatte non certo solo per ...salvare la privacy, ma per nascondere verità pericolose? Eravamo maestri in quel campo. Ma lo siamo anche nelle "omissioni"; intendo quelle mancanze compiute per comodità di cui Santa Madre Chiesa ci insegna a chiedere perdono. Bisognerebbe che qualcuno ci ricordasse cosa significa (non confondiamola con "oh, missione"!!!) "omissione" e quale sia la gravità di tanti peccati di omissione! Quelli che si compiono dimenticando che anche in politica ...non esiste il vuoto!