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Politica

REFERENDUM COSTITUZIONE/ Mattarella boccia il "plebiscito" di Renzi

Sergio Mattarella (Infophoto)Sergio Mattarella (Infophoto)

Fin dal primo giorno Mattarella si è caratterizzato come un presidente fortemente europeista e in assoluta continuità con il suo predecessore. Da questo punto di vista la dottrina del Quirinale non è mai cambiata. C’è una spinta fortissima, e ribadita in ogni occasione, che i suoi interlocutori ormai conoscono. Mattarella ha sempre detto che serve più Europa, non meno. Secondo il suo pensiero non sono permessi né passi indietro né una stagnazione.

 

Neanche di fronte all’attuale crisi politica dell’Europa?

Mattarella ha sempre detto che l’Europa si è fatta nelle crisi, ma compiendo salti in avanti. Considera quindi dei grossissimi errori mettere in discussione Schengen o continuare con una politica di rigore economico esagerato. Quando a Torino ha detto che “i muri sono zavorra per l’Europa” il senso è stato estremamente chiaro, come è stato chiaro che si stava rivolgendo all’Austria pur senza citarla.

 

In questo senso il ruolo di Mattarella è parallelo o supplente rispetto a quello di Renzi?

Non si può dire che sia supplente, ma sicuramente agevola anche il lavoro del governo. Avere un capo di Stato così fortemente schierato dà una spinta a Palazzo Chigi. Mattarella tiene anche rapporti diretti con le massime istituzioni europee, come fa qualunque capo di Stato, e in questo ha anche una funzione di ammortizzatore rispetto alle tensioni tra Renzi e l’Europa.

 

Che cosa preoccupa di più Renzi in questa fase?

Le amministrative servono a Renzi per consolidare il partito, ma la vera sfida è quella del referendum costituzionale. In quel caso non ci sarà il paravento del quorum, che rende facile vincere la partita del referendum del 17 aprile. A ottobre per Renzi non si possono escludere i rischi di una sconfitta, perché potrebbero vincere i no.

 

(Pietro Vernizzi)

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