BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

REFERENDUM TRIVELLE/ Renzi vince e prepara nuove mance

Infophoto Infophoto

Il colpo di grazia però potrebbe venire solamente da una vittoria dei no al referendum di ottobre. Lì Renzi non potrà contare sull'alleanza con l'astensione, sfruttata sulle trivelle. Il quorum non esiste, e si andrà alla conta fra i favorevoli e contrari. E di fatto sarà un referendum pro o contro il premier. La legittimazione piena che sinora è mancata a Renzi. Sulla carta i sì partono in vantaggio, ma manca molto tempo, e nulla può essere dato per scontato.

Per vincere la sfida dell'uno contro tutti, il premier segretario studia mosse a sorpresa in chiave economica. Gli annunci potrebbero arrivare a ridosso del voto amministrativo, sulla scia degli 80 euro elargiti due anni fa alla vigilia delle elezioni europee. Un annuncio che contribuì a far raggiungere al Pd uno storico 40,8%. 

Renzi ha lasciato intravedere le sue idee nelle ultime interviste: "Pensavamo di intervenire sull'Ires nel 2017 — ha detto al QN — e sulle famiglie nel 2018, ma tutti, anche gli imprenditori, mi dicono che è urgente mettere più soldi nelle mani delle famiglie". Probabilmente le misure verrano definite con la prossima legge di stabilità, vista la loro complessità, ma nulla vieta di anticiparne l'annuncio per incassarne i benefici subito. Puntellando candidati spesso costretti a inseguire, come Giachetti a Roma. E non a caso per il 16 giugno (cioè alla vigilia dei ballottaggi) Renzi ha annunciato una "Festa dell'Imu", per celebrare la cancellazione di un'imposta giudicata tra le più impopolari in assoluto.

Elementi collaterali di disturbo che il quartiere generale democratico farebbe bene a non sottovalutare sono però le tantissime questioni aperte, dal decreto banche a favore dei risparmiatori truffati (che sembra un Godot che non arriva mai), alle crisi aziendali aperte, alle inchieste della magistratura. La questione morale si è portata via in un lampo il ministro Guidi, e potrebbe non fermarsi lì. E alcuni aspetti di arroganza, come il "ciaone" con cui il renzianissimo Carbone ha irriso a urne aperte i promotori dei referendum, potrebbero rivelarsi insidiosissime bucce di banana. 

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
19/04/2016 - Sul referendum costituzionale (Franco Labella)

Ci sarà tempo di leggerne, scriverne e commentare ma mi permetto di far presente a Dellisanti che nei referendum costituzionali, a differenza di quelli abrogativi che possono avere quesiti differenziati che consentono voti diversi su ciascuno di essi, a ottobre (o quando sarà) voteremo "a pacchetto". Il "si" o il "no" riguarderanno tutta la legge di revisione e non le singole parti. Quindi non sarà possibile distinguere, come sembra fare Dellisanti, un punto dall'altro. Servirà, perciò, una valutazione sul complesso delle misure alcune delle quali non note o non illustrate. Io, ad esempio, nonostante sia, come dire, del ramo, ho scoperto solo qualche giorno fa un altro preoccupante tassello e cioè la circostanza che il Capo dello Stato, nella riforma, viene privato del potere di scioglimento anticipato del Parlamento. E mi auguro che nessuno scriva la solita fola dell"abolizione" del bicameralismo. L'ho sentito in tv da "autorevoli" esponenti del partito renziano (oddio ho visto anche una miseranda intervista infarcita di risposte errate della Pres. del comitato per il Si Maria Medici, è passata a Fuori Onda) e mi chiedo quando dicono sciocchezze "facilmente" verificabili ma magari non dal cittadino comune (ahimè) se ci sono o ci fanno. Ma avremo tempo per riparlarne.

 
18/04/2016 - Un Renzi livido (ALBERTO DELLISANTI)

Anch'io non sono del PD e non ne sono un elettore. Non ho nulla a che fare con gli "antirenziani" della minoranza PD. Certo nemmeno con i "renziani" della maggioranza PD (chissà quanti saranno se Renzi si indebolirà sulla strada che ha intrapreso nei due anni del suo Governo). Ieri sera, nella dichiarazione alla TV era livido in faccia. Ha fatto un ipocrita invito all'unione delle forze politiche per un comune perseguimento di comuni obiettivi di cui il popolo italiano è in attesa. Nel contempo ha sparato ad alzo zero contro questo e quel personaggio della politica che non sopporta che gli rappresenti una opposizione. Opposizioni discutibili certo, ma in parte corroborate da uno stile così improprio come quello di Renzi. Ho stima del Renzi potenziale, perché uomo con una carica di energia e un quid di materia grigia che ne farebbero un leader naturale. Non ho stima del Fiorentino che ha scelto la strada dell'uomo solo al comando, contornato da amiche e amici di sua fiducia. Spero nel giorno in cui smetta con la sua ossessione del potere, e sappia portare ai Ministeri facce nuove. Dei "numero uno" nelle materie che maggiormente contano. Se lo farà, sarà il migliore. Sarà il Primo Ministro che "coopera con", e che "coordina" una squadra di Ministri all'altezza del Paese e del brutto momento storico che attraversiamo. Dico sì alla Nuova Camera che dà la fiducia e legifera da sola. Dico no al Senato che si è inventato pro domo sua. E all'Italicum, ancora pro domo sua.

 
18/04/2016 - Di uomini della Provvidenza ne abbiamo già avuti.. (Franco Labella)

E non se ne sente la mancanza. Anche perchè l'arroganza dimostrata ieri sera ha veramente disgustato. Ha fatto il paio con quell'altro "democratico" di Carbone... Io non sono stato arruolato in una guerra di partito di cui, come dicono a Roma, "num me ne può frega' de meno". Ho votato sentendo il peso della partecipazione democratica. Punto. Quindi Renzi bene farebbe a considerare questo. Dopo di che sentendo Renzi nella comunicazione televisiva piena di retorica (posti di lavoro salvati? Ma de che... le concessioni, in ogni caso, non scadevano certo nei prossimi cinque anni e nel lungo periodo come diceva Keynes saremo tutti morti) mi sono chiesto che cosa abbiamo fatto per meritarci uno così... Quando comincia il culto della personalità bisognerebbe drizzare le antennine. Ma vedo che entusiasti ed entusiaste non ritengono di doverlo fare. Buon risveglio.

 
18/04/2016 - Ho visto l'intervento di Renzi (claudia mazzola)

Era tempo che non avevamo un Presidente del Consiglio così, lo dico alla grande e con ragione. Non è il mio partito, guardo all'uomo e alla speranza che c'è in lui.