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REFERENDUM TRIVELLE/ Renzi vince e prepara nuove mance

Il referendum trivelle non ha raggiunto il quorum e il voto si è fermato al 32%. Renzi irride i promotori e prepara nuove elargizioni elettorali sul modello degli 80 euro. ANSELMO DEL DUCA

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"Meglio nascere fortunati che ricchi", dice un vecchio proverbio, che nel caso di Matteo Renzi calza a pennello. La battaglia del referendum l'ha vinta con sorprendente facilità, ma non si tratta che del primo ostacolo, il meno impegnativo, di un percorso che lo porterà alla madre di tutte le battaglie, il referendum confermativo della riforma costituzionale, previsto per ottobre. Chi ben comincia, dice un altro proverbio, è già a metà dell'opera.

Il gioco si farà progressivamente più duro, ma per il momento lo detta Renzi, che non ha atteso neppure un minuto per ripartire all'attacco. Ha convocato le telecamere a Palazzo Chigi un minuto dopo la chiusura delle urne (mai successo in passato), ed ha rilanciato.

Ha puntato il dito contro i propri avversari dentro al Pd, accusando senza citarlo Michele Emiliano — governatore della Puglia — di aver promosso la consultazione per pure esigenze di conta interna. Ne tengano conto anche i Bersani, i Cuperlo, i D'Alema e gli Speranza. Una sberla che riguarda però anche Zaia e Toti, campioni di un centrodestra troppo sfilacciato per costituire un serio ostacolo. I promotori sono stati bollati come autoreferenziali e demagogici. 

I presidenti di regione hanno persino ricevuto l'accusa di aver fatto sprecare 300 milioni di euro che sarebbero stati più efficacemente spesi per l'acquisto di nuovi treni per i pendolari e di non essere capaci di spendere i fondi europei per fare i depuratori. Irresponsabili, quindi, tutto il contrario di un premier che lancia un appello a "prendersi per mano" (parole sue) e a mettere da parte le polemiche per il bene dell'Italia da qui alle scadenza naturale della legislatura, nel 2018.

Se l'appello cadrà nel vuoto, oppositori interni ed esterni sono avvisati. Le prove tecniche di grande coalizione antirenziana (centrodestra, grillini, Sinistra Italiana, e minoranza dem) sono miseramente fallite, almeno stavolta, e dovranno dimostrare di saper fare meglio.  

Il primo ostacolo è costituito dalla mozione di sfiducia al governo, fissata per martedì, che al premier farà poco più che il solletico, anche se registrerà una inedita saldatura in parlamento delle opposizioni, dopo quella del referendum anti trivelle. Per la prima volta centrodestra e grillini voteranno le rispettive mozioni. La sfiducia non passerà, dal momento che la maggioranza non presenta crepe, ma il dato politico della convergenza tattica delle differenti opposizioni gli strateghi renziani farebbero bene a non sottovalutarlo in chiave futura. 

Ben più aspra e densa d'incognite si presenta la tornata elettorale amministrativa di giugno. Lì si avrà una misurazione assai più attendibile del gradimento del governo, anche se si tratta di una sfida parcellizzata in quasi 1400 sfide locali. Ma se i candidati democratici andassero a picco contemporaneamente a Roma, a Milano e a Napoli, suonerebbe per il governo una sinistra campana a morto.


COMMENTI
19/04/2016 - Sul referendum costituzionale (Franco Labella)

Ci sarà tempo di leggerne, scriverne e commentare ma mi permetto di far presente a Dellisanti che nei referendum costituzionali, a differenza di quelli abrogativi che possono avere quesiti differenziati che consentono voti diversi su ciascuno di essi, a ottobre (o quando sarà) voteremo "a pacchetto". Il "si" o il "no" riguarderanno tutta la legge di revisione e non le singole parti. Quindi non sarà possibile distinguere, come sembra fare Dellisanti, un punto dall'altro. Servirà, perciò, una valutazione sul complesso delle misure alcune delle quali non note o non illustrate. Io, ad esempio, nonostante sia, come dire, del ramo, ho scoperto solo qualche giorno fa un altro preoccupante tassello e cioè la circostanza che il Capo dello Stato, nella riforma, viene privato del potere di scioglimento anticipato del Parlamento. E mi auguro che nessuno scriva la solita fola dell"abolizione" del bicameralismo. L'ho sentito in tv da "autorevoli" esponenti del partito renziano (oddio ho visto anche una miseranda intervista infarcita di risposte errate della Pres. del comitato per il Si Maria Medici, è passata a Fuori Onda) e mi chiedo quando dicono sciocchezze "facilmente" verificabili ma magari non dal cittadino comune (ahimè) se ci sono o ci fanno. Ma avremo tempo per riparlarne.

 
18/04/2016 - Un Renzi livido (ALBERTO DELLISANTI)

Anch'io non sono del PD e non ne sono un elettore. Non ho nulla a che fare con gli "antirenziani" della minoranza PD. Certo nemmeno con i "renziani" della maggioranza PD (chissà quanti saranno se Renzi si indebolirà sulla strada che ha intrapreso nei due anni del suo Governo). Ieri sera, nella dichiarazione alla TV era livido in faccia. Ha fatto un ipocrita invito all'unione delle forze politiche per un comune perseguimento di comuni obiettivi di cui il popolo italiano è in attesa. Nel contempo ha sparato ad alzo zero contro questo e quel personaggio della politica che non sopporta che gli rappresenti una opposizione. Opposizioni discutibili certo, ma in parte corroborate da uno stile così improprio come quello di Renzi. Ho stima del Renzi potenziale, perché uomo con una carica di energia e un quid di materia grigia che ne farebbero un leader naturale. Non ho stima del Fiorentino che ha scelto la strada dell'uomo solo al comando, contornato da amiche e amici di sua fiducia. Spero nel giorno in cui smetta con la sua ossessione del potere, e sappia portare ai Ministeri facce nuove. Dei "numero uno" nelle materie che maggiormente contano. Se lo farà, sarà il migliore. Sarà il Primo Ministro che "coopera con", e che "coordina" una squadra di Ministri all'altezza del Paese e del brutto momento storico che attraversiamo. Dico sì alla Nuova Camera che dà la fiducia e legifera da sola. Dico no al Senato che si è inventato pro domo sua. E all'Italicum, ancora pro domo sua.

 
18/04/2016 - Di uomini della Provvidenza ne abbiamo già avuti.. (Franco Labella)

E non se ne sente la mancanza. Anche perchè l'arroganza dimostrata ieri sera ha veramente disgustato. Ha fatto il paio con quell'altro "democratico" di Carbone... Io non sono stato arruolato in una guerra di partito di cui, come dicono a Roma, "num me ne può frega' de meno". Ho votato sentendo il peso della partecipazione democratica. Punto. Quindi Renzi bene farebbe a considerare questo. Dopo di che sentendo Renzi nella comunicazione televisiva piena di retorica (posti di lavoro salvati? Ma de che... le concessioni, in ogni caso, non scadevano certo nei prossimi cinque anni e nel lungo periodo come diceva Keynes saremo tutti morti) mi sono chiesto che cosa abbiamo fatto per meritarci uno così... Quando comincia il culto della personalità bisognerebbe drizzare le antennine. Ma vedo che entusiasti ed entusiaste non ritengono di doverlo fare. Buon risveglio.

 
18/04/2016 - Ho visto l'intervento di Renzi (claudia mazzola)

Era tempo che non avevamo un Presidente del Consiglio così, lo dico alla grande e con ragione. Non è il mio partito, guardo all'uomo e alla speranza che c'è in lui.