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Politica

DIETRO LE QUINTE/ Formica: Renzi sarà travolto dai "dossier"

Rino Formica (Infophoto)Rino Formica (Infophoto)

E' quello che possiamo chiamare dell'opposizione alternativa. E' l'area in cui si muovono i pentastellati, diversi esponenti di sinistra e di Sel. Anche il M5s rivendica una discontinuità con tutto il passato e accusa l'attuale governo di "continuità". Ma in ogni caso si propone come alternativa di governo in uno schema più consono, almeno per il momento.

 

Arriviamo a delineare il terzo blocco che compare nella situazione italiana. A chi si riferisce?

E' il blocco più problematico, quello che difficilmente può riuscire a creare indicazioni e vie d'uscita in una situazione come quella in cui viviamo. E' il blocco degli indignati, quelli che capiscono che i metodi del presidente del Consiglio sono arrivati al livello di guardia e lo hanno anche oltrepassato. Ma che ritengono che anche tutto il sistema italiano non stia più in piedi e abbia bisogno di una autentica riforma democratica, non di estremismo istituzionale.

 

Scusi Formica, veniamo al dopo-referendum. Che cosa le ha fatto vedere questo risultato e che indicazioni vengono non solo dalle forze politiche, ma anche da quelle sociali?

Posso rispondere dicendo che c'è un vulcano acceso. Non è ancora in una fase che deve destare grande preoccupazione, ma certamente quello che un vulcano può riservare dovrebbe essere messo in preventivo. E che cosa fa il nostro presidente del Consiglio? Uno pensa che dovrebbe ammorbidire le sue posizioni. Invece si mette ad attaccare tutti, si mette ad alimentare risse interne al suo partito, continua da alzare i toni della voce, a usare parole violente, addirittura contro singole persone.

 

Che cosa porterà questo atteggiamento?

Vede, l'estremismo istituzionale è pericoloso perché sono i governi, lo Stato, le istituzioni che hanno la prerogativa dell'uso della forza. La capacità reattiva popolare è sempre limitata e poi con il tempo si riassorbe. Ora non c'è dubbio che c'è un vulcano acceso, proprio nelle zone più povere, non in quelle del "ventre molle" della ricchezza. Si confronti il risultato della Basilicata e quello di Ravenna nel referendum e arriva la spiegazione.

 

Ma lei pensa che le polemiche si placheranno?

Ma quando mai! Nel Pd si accentueranno ancora di più le divisioni. Seguirà un avviso allarmato per l'esterno del partito e alla fine di tutto c'è il rischio che l'allarme arrivi anche in altre sedi, magari estere.

 

Che cosa vuole dirmi, Formica?

Il passaggio dai toni forti, a parole, a quello dei fatti, al momento non c'è e speriamo che non ci sia. Ma l'Italia è pur sempre un grande Paese che sta nel cuore della crisi mediterranea, della crisi europea, della crisi globale. Ci saranno le amministrative e Renzi, in qualche modo, potrà anche superarle. Stiamo a vedere i risultati e anche le vie d'uscita che troverà in caso di insuccesso. Ma a ottobre, con il referendum, si troverà di fronte una situazione piuttosto complicata, non solo sul piano nazionale, ma anche su quello internazionale.

 

In altri termini? 


COMMENTI
20/04/2016 - Fermiamo Renzi con il voto (Carlo Cerofolini)

Fermiamo questa deriva illiberale di Renzi con il voto!