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Politica

DOPO CASALEGGIO/ Orellana (ex): i sindaci sono il vero punto debole di M5s

Luigi Di Maio con Beppe Grillo (Infophoto)Luigi Di Maio con Beppe Grillo (Infophoto)

Non è questa la mia prospettiva: l’attuale M5s mi sembra molto diverso da quello degli inizi. Nel tempo il movimento ha preso una deriva e le cose non stanno cambiando, però mi auguro sempre che ciò possa avvenire, più per il bene del Paese che mio personale.

 

M5s ha una strategia politica alternativa a Renzi?

M5s non sta creando una vera alternativa al governo Renzi. Lo documentano situazioni come quella di martedì in cui i Cinque Stelle hanno presentato una mozione di sfiducia da soli, senza un’azione unitaria con altre forze d’opposizione. Personalmente non riesco a vedervi nessuna strategia politica.

 

Anche senza strategia, i consensi di M5s per ora restano stabili?

Sì, perché i Cinque Stelle cavalcano il malcontento e la loro forza è quella di non essere mai stati al governo, a differenza di altri partiti di opposizione come Forza Italia e Lega Nord che governavano fino a poco tempo fa. Il caso Guidi e lo scandalo della Basilicata certamente non sono fatti positivi. M5s si fa forte di questo per andare contro e per mantenere il suo elettorato.

 

Il movimento è solo in grado di criticare o anche di costruire?

Solo di criticare. Nel momento in cui si è tentato un coinvolgimento positivo attraverso il referendum sulle trivelle, il risultato non c’è stato. Alla fine soltanto il 27% degli italiani è andato a votare “sì” come chiedevano M5s e Lega nord, mentre il 4-5% è andato a votare “no” e gli altri sono rimasti a casa. Il movimento non riesce quindi a coinvolgere gli italiani attraverso un messaggio positivo quale può essere una diversa gestione dell’energia. Quando invece i Cinque Stelle insistono sul fatto che tutto va male e che ci sono gli scandali riescono a mantenere il consenso. Quella che manca è la fase propositiva.

 

Nel tempo ritiene che M5s possa ridimensionarsi sul 10-15%?

Per adesso non ci sono i presupposti. Potrebbe avvenire se si instaurasse una lotta di potere ingestibile all’interno della classe dirigente. Sappiamo per esempio che c’è un conflitto per il maggior peso dei deputati rispetto ai senatori...

 

(Pietro Vernizzi)

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