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Politica

RENZI CONTRO I PM/ Fa finta di arrabbiarsi coi magistrati ma dimentica Tortora e Necci...

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A questo punto Renzi si è sfogato. Ma è stato poco convincente. Al Senato infatti sembrava di assistere a una sorta di "gioco degli specchi" a più facce. L'ex giustizialista Matteo Renzi, quello che se l'era presa persino con Anna Finocchiaro per la visita "tutelata" all'Ikea, che aveva quasi maltrattato Annamaria Cancellieri (citiamo solo alcuni casi), urlava contro le "vite rovinate di uomini onesti". Davanti a lui c'era l'emiciclo di Palazzo Madama, dove tranne qualche decina di senatori, ringraziano tutti il giustizialismo che li ha promossi da "panchinari" della prima repubblica o dell'anonimato a protagonisti di una imprecisata altra repubblica. A scrivere, a filmare questi fatti, una platea di giornalisti che è ormai specializzata nell'attaccare una "casta", rea di tutte le nequizie italiane. E nello stesso tempo questi "campioni" della libertà di stampa sono sempre pronti ad allinearsi con le inchieste dei pm in modo quasi fastidioso. Si assiste in questi giorni a dibattiti surreali. La frase detta dal ministro Federica Guidi all'ex fidanzato Gianluca Gemelli "Mi tratti come una sguattera del Guatemala" è essenziale o non essenziale alle indagini? Va pubblicata o non pubblicata?

Problemi serissimi, come si può vedere.

Noi ci permettiamo di dire che la tragedia di Sergio Moroni (che l'emerito presidente della Repubblica Giorgio Napolitano conosce molto bene), quella di Lorenzo Necci (40 volte accusato e 40 volte assolto), il dramma di Gabriele Cagliari, il "calvario" di Franco Nobili, presidente dell'Iri incriminato e poi assolto, dopo anni, in modo da lasciare spazio all'"uomo del pendolino", Romano Prodi, per avviare il programma di privatizzazione e svendita delle imprese pubbliche italiane, fanno parte di una storia più ampia e più complessa.

Abbiamo citato solo alcuni casi tra centinaia, forse migliaia, che meritavano da molto tempo ben altra attenzione che uno scatto di nervi dell'attuale presidente del Consiglio.

In realtà, sul giustizialismo, l'attuale classe dirigente, politica, imprenditoriale, sindacale, giornalistica ha ben poco da dire e al massimo può solo scantonare. Persino Giorgio Napolitano, che si dimostra spesso impaziente verso le iniziative di alcuni magistrati, in molte occasioni ha preferito, in passato, fare l'indiano, cioè defilarsi al momento opportuno. Ed è un autentico dispiacere doverlo ogni tanto ricordare. Ma tutto questo rappresenta una sorta di festival dell'ipocrisia, di sceneggiata condita tra furbizia, opportunismo e menzogne.

In questi anni, mentre si dimenticavano le tragedie, continuavano a crescere gli alfieri del giustizialismo italiano, con una proliferazione di reati, un continuo aggravamento delle pene, il ripetuto ritornello della "certezza della pena", che dovrebbe rientrare nella corretta dizione della "certezza del diritto". Anche la prescrizione viene messa in discussione. Ma soprattutto guai a toccare i pubblici ministeri.

Chissà per quale ragione l'Italia soffre spesso di complessi di inferiorità verso gli altri Paesi dell'Occidente, ma quando si parla di magistratura, separazione delle carriere ad esempio tra giudice e pubblica accusa, diventano tutti "coperti e allineati" e soprattutto italianissimi.


COMMENTI
21/04/2016 - Presidente del Governo davvero? (ALBERTO DELLISANTI)

Dalla Maestà Sua, Renzi Matteo, a Presidente del Consiglio con Ministri nuovi, dotati di esperienze, competenze ,capacità? E non più con la ribalta del Governo (e quella del PD) ai suoi amici, dilettanti allo sbaraglio, le Serracchiani, le Boschi, i Lotti, i Guerini? Fosse vero, può essere che nell'ottobre prossimo anch'io voto SI' perché scelgo il monocameralismo. E perché, nel frattempo, si modifichi l'indigeribile Boschi del Senato a venire e dell'Italicum. Domande mie. Speranze mie. O soltanto dei sogni? Come dice Da Rold nel suo limpido articolo, l'improvvisa affermazione di Renzi che "da 25 anni si è aperta...la barbarie del giustizialismo", sbalordisce dopo il tempo dell'acquiescere. Se ha deciso di prendere in mano questo nodo stringente, lavori con chi lo può alla riforma della separazione carriere tra giudici e P.M. Partire dal pensiero di un Martire, Padre della Patria purte lui, Giovanni Falcone, dice il giornalista. E prosegue: ricordarsi dei banchi di scuola, di Montesquieu... Un Renzi siffatto toglierebbe il black out (che lui ha imposto) ad un Senato insensato, e al balordo Italicum, da bocciare così come sono, trascinando tutto.

 
21/04/2016 - c'ho ripensato (Claudio Baleani)

Ieri avevo scritto, a commento dell'intervista a Formica, che avrei votato Renzi. Giustamente e grazie a Dio non mi hanno pubblicato. Complimenti a Da Rold per il suo articolo intelligente e di stringente attualità e siccome mi ha convinto dico che alle prossime elezioni voterò PSI.