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RENZI CONTRO I PM/ Fa finta di arrabbiarsi coi magistrati ma dimentica Tortora e Necci...

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Alcuni noti politici e altri noti giornalisti hanno spiegato che la separazione delle carriere era addirittura "un piano piduista". Quindi la Francia, l'Inghilterra e i paesi occidentali sono tutti piduisti. Lo era, a questo punto, anche Giovanni Falcone che il 3 ottobre 1991, in un'intervista a Repubblica specificava: "Un sistema accusatorio parte dal presupposto di un pubblico ministero che raccoglie e coordina gli elementi della prova da raggiungere nel corso del dibattimento, dove egli rappresenta una parte in causa. Gli occorrono quindi esperienze, competenze, capacità, preparazione anche tecnica per perseguire l'obiettivo. E nel dibattimento non deve avere nessun tipo di parentela col giudice e non essere, come invece oggi è, una specie di parte-giudice. Il giudice, in questo quadro, si staglia come figura neutrale, non coinvolta, al di sopra delle parti".

Questo spiegava Falcone difendendo la separazione delle carriere e in fondo ripetendo un principio di Montesquieu, filosofo che tutti citano ma che pochi hanno letto, il quale sosteneva: "Sarebbe un vero e proprio abuso il fatto che gli stessi soggetti potessero essere giudice e accusatore". Sulla stessa linea troviamo Tocqueville fino a Piero Calamnadrei, il quale addirittura riteneva necessario evitare "un pubblico ministero totalmente privo di controllo".

Presidente Renzi, se ci tiene tanto a sconfiggere il giustizialismo cominci lei ad attuare una riforma che il superficiale Silvio Berlusconi non ha mai fatto: attui la separazione delle carriere come avviene nelle grandi democrazie occidentali, anche se deve tenere conto degli "antenati" da cui discende il Pd.

Altrimenti continuiamo a fare finta di niente e a considerare la magistratura italiana la migliore e la più funzionante di tutte quelle esistenti. In occasione dei 90 anni della Regina Elisabetta d'Inghilterra, il Presidente dell'Anm, Piercamillo Davigo, potrebbe andare dalla signora Windsor e convincerla sull'opportunità delle correnti democratico-sindacali che esistono nella magistratura italiana. Siamo certi che Elisabetta resterà stupita.

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COMMENTI
21/04/2016 - Presidente del Governo davvero? (ALBERTO DELLISANTI)

Dalla Maestà Sua, Renzi Matteo, a Presidente del Consiglio con Ministri nuovi, dotati di esperienze, competenze ,capacità? E non più con la ribalta del Governo (e quella del PD) ai suoi amici, dilettanti allo sbaraglio, le Serracchiani, le Boschi, i Lotti, i Guerini? Fosse vero, può essere che nell'ottobre prossimo anch'io voto SI' perché scelgo il monocameralismo. E perché, nel frattempo, si modifichi l'indigeribile Boschi del Senato a venire e dell'Italicum. Domande mie. Speranze mie. O soltanto dei sogni? Come dice Da Rold nel suo limpido articolo, l'improvvisa affermazione di Renzi che "da 25 anni si è aperta...la barbarie del giustizialismo", sbalordisce dopo il tempo dell'acquiescere. Se ha deciso di prendere in mano questo nodo stringente, lavori con chi lo può alla riforma della separazione carriere tra giudici e P.M. Partire dal pensiero di un Martire, Padre della Patria purte lui, Giovanni Falcone, dice il giornalista. E prosegue: ricordarsi dei banchi di scuola, di Montesquieu... Un Renzi siffatto toglierebbe il black out (che lui ha imposto) ad un Senato insensato, e al balordo Italicum, da bocciare così come sono, trascinando tutto.

 
21/04/2016 - c'ho ripensato (Claudio Baleani)

Ieri avevo scritto, a commento dell'intervista a Formica, che avrei votato Renzi. Giustamente e grazie a Dio non mi hanno pubblicato. Complimenti a Da Rold per il suo articolo intelligente e di stringente attualità e siccome mi ha convinto dico che alle prossime elezioni voterò PSI.