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Politica

RENZI CONTRO I PM/ Fa finta di arrabbiarsi coi magistrati ma dimentica Tortora e Necci...

Anche il capo del governoMatteo Renzi sembra avvertire il pericolo di una magistratura giustizialista e politicamente schierata. Cosa significa ce lo spiega GIANLUIGI DA ROLD

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Dicevano spesso i grandi vecchi della Resistenza e della Repubblica che "la democrazia ha uno stomaco di ferro, riesce a digerire tutto". Di fronte agli scandali, alle disfunzioni, alle contraddizioni, alle ingiustizie e alle invasioni sgangherate nella vita delle persone di uno Stato spesso ottuso e dispotico, una radicata cultura democratica dovrebbe essere sempre dotata degli anticorpi necessari a salvaguardare le istituzioni democratiche di una società.

Ma forse, in questa grande e antica saggezza, non poteva essere compresa la giovane storia democratica dell'Italia. La sensazione è che un certo livello di guardia sia stato superato. Perché l'odore sgradevole dell'ipocrisia nel Belpaese sta dilagando e non solo "avvelena i pozzi", ma solleva una cappa di falsità, di ipocrisia appunto, che sta diventando intollerabile e rischia di soffocare l'Italia.

Dopo aver condotto, dai banchi di governo, in modo aggressivo un referendum, su cui la stragrande maggioranza degli italiani ha capito pochissimo; dopo aver politicizzato e stravinto il suddetto referendum in una gigantesca rissa da bar sport tra filo governativi e oppositori al governo, solamente per fare una conta quasi brutale tra amici e nemici, il nostro presidente del Consiglio, Matteo Renzi, all'alba della metà di aprile del 2016, ha scoperto, tuonando in Senato, il giustizialismo italiano: "Credo nei giudici e non nei giudici che violano il segreto istruttorio. Perché noi abbiamo avuto giudici eroi che hanno combattuto contro la mafia e la camorra, ma negli ultimi 25 anni si è aperta una pagina di autentica barbarie legata al giustizialismo".

Ritornando indietro di 25 anni si arriva giusto al 1992, l'anno in cui si è decisa la svolta italiana con la caduta, per via mediatico-giudiziaria della cosiddetta "prima repubblica", o meglio della sua classe dirigente di radice democratica, anticomunista e antifascista. Ma il presidente del Consiglio, forse perché giovanissimo e poco informato, si è dimenticato di risalire ancora più indietro, al caso Tortora, per esempio, del 1983. Una vergogna della storia giudiziaria italiana. Con Diego Marmo, pm in processo, che si è scusato dopo trent'anni con la famiglia Tortora, ma nello stesso tempo ha fatto la sua "onorata" carriera in magistratura.

Oggi Renzi vede altri magistrati lanciati in carriera: Piercamillo Davigo, dalla Milano di Tangentopoli alla Cassazione e ora presidente dell'Associazione nazionale magistrati; Paolo Ielo, quello che con "grande stile" ed equilibrio da magistrato diede del "criminale matricolato" nel 1995 a Bettino Craxi, e, di salto in salto, è arrivato a Roma in una posizione cruciale in Procura; Francesco Greco, esperto in reati finanziari, si dice, favorito al posto di comando della Procura di Milano.

Il presidente del Consiglio deve avere avuto una sorta di flashback e il suo sistema nervoso ha subito un cortocircuito. In questo momento, Renzi non gode di popolarità estera, non riesce a risollevare l'economia italiana (la luce in fondo al tunnel la vede solo lui e qualche amico), deve sopportare la quotidiana geremiade sulle pensioni di Tito Boeri e ora deve fare anche i conti con intercettazioni a raffica che escono dalla procura di Potenza e tratteggiano il suo governo come una rete di maneggioni e affaristi. 


COMMENTI
21/04/2016 - Presidente del Governo davvero? (ALBERTO DELLISANTI)

Dalla Maestà Sua, Renzi Matteo, a Presidente del Consiglio con Ministri nuovi, dotati di esperienze, competenze ,capacità? E non più con la ribalta del Governo (e quella del PD) ai suoi amici, dilettanti allo sbaraglio, le Serracchiani, le Boschi, i Lotti, i Guerini? Fosse vero, può essere che nell'ottobre prossimo anch'io voto SI' perché scelgo il monocameralismo. E perché, nel frattempo, si modifichi l'indigeribile Boschi del Senato a venire e dell'Italicum. Domande mie. Speranze mie. O soltanto dei sogni? Come dice Da Rold nel suo limpido articolo, l'improvvisa affermazione di Renzi che "da 25 anni si è aperta...la barbarie del giustizialismo", sbalordisce dopo il tempo dell'acquiescere. Se ha deciso di prendere in mano questo nodo stringente, lavori con chi lo può alla riforma della separazione carriere tra giudici e P.M. Partire dal pensiero di un Martire, Padre della Patria purte lui, Giovanni Falcone, dice il giornalista. E prosegue: ricordarsi dei banchi di scuola, di Montesquieu... Un Renzi siffatto toglierebbe il black out (che lui ha imposto) ad un Senato insensato, e al balordo Italicum, da bocciare così come sono, trascinando tutto.

 
21/04/2016 - c'ho ripensato (Claudio Baleani)

Ieri avevo scritto, a commento dell'intervista a Formica, che avrei votato Renzi. Giustamente e grazie a Dio non mi hanno pubblicato. Complimenti a Da Rold per il suo articolo intelligente e di stringente attualità e siccome mi ha convinto dico che alle prossime elezioni voterò PSI.