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SCENARIO/ Sansonetti: a Milano Matteo lascia o raddoppia

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Se la Raggi vince a Roma può darsi che nell’arco di un paio d’anni metta nei guai M5s. Nel frattempo però potrebbero succedere molte cose. Se Renzi perde le comunali e anche il referendum, la sua leadership è finita. Però non lo ritengo molto probabile.

 

Perché?

Perché se il Pd vince a Milano, comunque poi Renzi potrà presentarsi al referendum senza essere stato distrutto alle amministrative. Quindi può vincere anche il test di ottobre e a quel punto, come si dice in gergo ciclistico, “ha scollinato”.

 

Al di là delle scadenze immediate, Renzi può dire di avere una politica estera?

No, in politica estera non ha un grande spessore. Adottando una linea pragmatica non sta però sbagliando molto. Dove rischia di più è sul piano economico. E’ qui dove non ha una linea, sta mostrando una grande incertezza ed è abbastanza subalterno a poteri esterni al governo. Se poi ha fortuna, la recessione finirà definitivamente, l’economia comincerà a tirare e lui sarà salvo. Ma se questo non succede rischia di più sull’economia che sugli esteri.

 

Quali sono i poteri esterni cui Renzi è subalterno?

Sicuramente è subalterno ai grandi poteri economici. Ha fatto tutto quello che loro volevano, a partire dal Jobs Act che però dal punto di vista dell’occupazione non ha prodotto grandi risultati.

 

Il premier rischia di più sull’economia o sulle amministrative?

Se Renzi non supera il test delle amministrative, il suo governo va subito a rotoli. Se invece lo supera resta comunque lo scoglio dell’economia. E se il Paese non esce dalla crisi è difficile che il premier vinca le prossime elezioni politiche.

 

Nella sfida tra Emiliano e Renzi lei con chi sta?

Non sto con nessuno dei due. Non mi sembra però che Emiliano sia uno sfidante con qualche carta da giocare, in quanto non ha la statura per sfidare Renzi.

 

(Pietro Vernizzi)

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