BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

COMUNALI ROMA 2016/ Caldarola: solo la Meloni può portare il centrodestra al ballottaggio

Giorgia Meloni (Infophoto)Giorgia Meloni (Infophoto)

Il problema per il centrodestra a Roma è quello di riprendersi la scena politica, e chiunque gliela ridia può andare bene ai suoi elettori. E’ un “primum vivere” rispetto a cui conta meno il fatto che il candidato sia estremista o moderato.

 

Secondo alcuni la Raggi non può più crescere. Lei che cosa ne pensa?

La Raggi è apparsa abbastanza “esplosiva” all’inizio sia perché è molto fotogenica, sia perché è sembrata estranea a tutti i giochi. Poi è emerso che lei nei giochi c’è sempre stata, tanto a destra quanto a sinistra. Man mano che si è espressa sulle grandi questioni cittadine è emersa anche la sua fragilità. Da questo punto di vista la Meloni dà molti punti alla Raggi. Se inoltre Forza Italia sostiene la Meloni, quella parte del centrodestra che poteva essere tentato di votare per la Raggi forse ritorna all’ovile. E’ inoltre difficile dire quanto la Raggi fosse debitrice di suggerimenti del defunto Casaleggio, che ora non può più aiutarla.

 

Giachetti ha rivendicato di essere arrivato al 26%. E’ così?

Giachetti è riuscito a fare uscire il Pd dal cono d’ombra, ma sta rivelando un limite: la sua è una campagna elettorale un po’ troppo sottovoce. Noto in lui una straordinaria timidezza e una sorta di mancanza di convinzione. E’ come quei calciatori che tutti dicono essere dei campioni, ma poi fanno sempre delle partite mediocri. Questo atteggiamento non lo aiuta, anche perché sento che sta iniziando a diventare un’opinione diffusa l’idea che Giachetti è in campo ma non combatte.

 

Alla fine chi arriverà al ballottaggio?

Se è vero come sembra che la Raggi è un candidato che ha già fatto il suo exploit, è più probabile un ballottaggio Meloni-Giachetti. E’ possibile un secondo turno Meloni-Raggi solo se si confermasse questa scarsa combattività di Giachetti e se vi fosse un vero crollo nell’elettorato di centrosinistra. Non escludo anche un voto di dispetto contro Renzi che può andare a Stefano Fassina. Il premier non è stato molto intelligente a insultare i referendari, perché in questo modo rischia di spingere una quota non banale di loro al non voto oppure a confluire su Fassina.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.