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Politica

ELEZIONI COMUNALI 2016/ Milano e Roma, doppio "referendum" su Renzi e Berlusconi

Per ANTONIO POLITO, Salvini e Meloni non sostengono Bertolaso perché sono convinti che il centrodestra come lo abbiamo conosciuto finora sia definitivamente morto. Potrebbero sbagliarsi

Matteo Salvini (Infophoto)Matteo Salvini (Infophoto)

“Salvini e Meloni non sostengono Bertolaso perché sono convinti che il centrodestra come lo abbiamo conosciuto finora sia definitivamente morto e che il modello per battere Renzi sia quello della Le Pen. Il caso di Milano però può dimostrare esattamente il contrario”. Lo rimarca Antonio Polito, vicedirettore ed editorialista del Corriere della Sera. Venerdì Berlusconi ha deciso di andare avanti per la sua strada, e che il 29 aprile presenterà la lista a sostegno di Guido Bertolaso. Il centrodestra romano resta quindi spaccato in quattro, in quanto restano in campo le candidature di Giorgia Meloni, Alfio Marchini e Francesco Storace.

Quali nodi sono venuti al pettine con la candidatura di Bertolaso?

E’ venuto alla luce il fatto che non c’è più il centrodestra come lo conoscevamo, con un equilibrio tra centro e destra a vantaggio dei moderati e quindi con una leadership da parte di Berlusconi. E’ quello che una volta era chiamato il “forzaleghismo”, con un’unione di sentimenti anche molto simili che poi faceva perno su Forza Italia. Oggi non c’è più un’alleanza tra moderati e destra in cui il centro ha la leadership, non c’è più la guida di Berlusconi e neppure una destra che accetta di farsi sdoganare dal centro.

Che cosa è cambiato?

E’ cambiato che la destra vuole fare da sola perché pensa di fare meglio. Si è convinta che la Le Pen in Francia fa così, senza rendersi conto che poi il Fronte National al ballottaggio perde dappertutto. Quindi non è che la leadership di Berlusconi si sia esaurita perché è vecchio e stanco, ma perché non c’è più la ragione sociale dell’alleanza che era quella che Berlusconi si inventò quando sdoganò Fini. Nel 1994 il Cavaliere stese la sua ala protettrice sulla destra portandola al governo. Questo compromesso, quantomeno a Roma, oggi non esiste più.

Quale risultato vogliono ottenere la Meloni e Salvini in questo modo?

Vogliono mettere da parte il nonno, cioè dimostrare di essere loro la parte egemone della coalizione e soprattutto evitare di farsi imporre dei candidati scelti da Berlusconi. Dopo molti tentennamenti da parte della Meloni ha avuto successo la linea di Salvini, che era: “O il candidato piace a me o io non lo sostengo”. E’ curioso perché se c’è una città dove la Lega conta poco o nulla, questa è proprio Roma. Eppure attraverso la Meloni, Salvini è riuscito a giocare una partita che ha avuto successo.

Che cosa farà Berlusconi?

Berlusconi ha deciso che non vuole cedere lo scettro a Meloni e Salvini, soprattutto non a Roma. E’ però possibile che si inventi qualche altra soluzione, come un sostegno a Marchini.

La Raggi intanto ha toccato il tetto del consenso o può crescere ancora?


COMMENTI
23/04/2016 - comunali (delfini paolo)

Massimo rispetto per l'autore dell'articolo, ma affermare che la Destra Italiana sia xenofoba è una semplice invettiva. Berlusconi e i suoi, poi, sono liberali, ma non sono mai stati di destra, a bertolaso e marchini, gli elettori di Destra preferiscono Giorgia Meloni, è un dato di fatto che va rispettato. Distinti saluti.