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RETROSCENA/ Renzi e un avviso di garanzia (in arrivo)

Pubblicazione:domenica 24 aprile 2016

Maria Elena Boschi (Infophoto) Maria Elena Boschi (Infophoto)

Adesso, con un Corriere dimezzato, l'intrigologo geniale cerca di tornare protagonista in un altro delicato passaggio della politica italiana. Cerca perlomeno di descrivere e interpretare al meglio la danza della "guerra fredda" che con altri mezzi è ritornata nel mondo e particolarmente in Europa, tra altri protagonisti.

In effetti, non deve appannare la sostanza della partita questa sequenza di dichiarazioni. C'è in ballo il futuro politico ed economico italiano, il ruolo geo-strategico dell'Italia tra una Germania intollerante, gli Stati Uniti un po' distratti dalle loro presidenziali e un poco irritati con Matteo Renzi per la questione libica ma sempre interessati all'Italia, e una "speranza" di collaborazione economica tra Francia e Italia.

Detto subito senza reticenze. Se alla fine vince la tesi di Berlino, l'Italia viene incoronata "patria di camerieri e cuochi", "bagnini e animatori di spiaggia", dove l'industria non c'è più e il turismo viene contrabbandato per la vera e unica industria del Belpaese.

A una simile Italia, il rigore di Davigo e la sua quasi avversione, la radicata diffidenza verso la politica vanno benissimo. Così come va bene al Movimento 5 Stelle. Se Davigo fa ballare tutti, se i pentastellati si fidano della magistratura e gestiscono gli "affari correnti", gli investimenti fuggono del tutto dall'Italia e la Merkel si prepara a festeggiare — questa volta magari insieme a Schäuble e al presidente della Bundesbank — una lunga vacanza a Ischia, nel nome del surplus accumulato in questi anni.

Diversa la posizione di Raffaele Cantone, interprete di un'Italia che non ritorna a essere una pura espressione geografica, ma un paese di buon prestigio che ha una media e piccola industria di eccellenza, da difendere e da valorizzare, e che deve soprattutto svolgere una funzione di cerniera degli interessi europei, ma anche di quelli americani, nel sud dell'Europa. In uno scacchiere delicato del mondo come quello del Magreb e del Medio Oriente, nel cuore della grande crisi mediterranea.

Difficile immaginare, al momento, quale tipo di governo andrebbe bene agli americani. Aspettiamo il risultato delle presidenziali e vediamo quali margini di autonomia potrebbero essere riservati alla politica italiana.

C'è infine, come si diceva, una strategia francese, una sorta di "strada francese" che sta interpretando il finanziere Vincent Bolloré. E' probabilmente una delle soluzioni più classiche e migliori per salvaguardare uno schema politico democratico in Italia e nello stesso tempo mantenere al Belpaese un ruolo produttivo di compartecipazione a uno sviluppo economico di primo piano, anche se con un preminente controllo francese.

Intorno a queste tre scelte che si delineano all'orizzonte si sta scatenando una sorta di finimondo. Diceva qualche giorno fa Rino Formica al sussidiario che "Renzi ha avvelenato i pozzi" e lo ha fatto con una superficialità incredibile. Innestando un ginepraio dove trionfano (e trionferanno) soprattutto i dossier e il gossip interessato e intercettato.


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