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Politica

DIETRO LE QUINTE/ Salvini-Meloni, tutte le conseguenze della "coltellata" a Berlusconi

Matteo Salvini (Infophoto)Matteo Salvini (Infophoto)

Prospettive fosche, quindi, anche perché la diffidenza fra i tre protagonisti principali del centrodestra non è mai stata così alta. Berlusconi si sente minacciato da un'operazione a tenaglia Salvini-Meloni. Imputa loro un voltafaccia clamoroso proprio sul via libera a Bertolaso. E il suo nervosismo traspare nelle parole in libertà della sua fidanzata-convivente, Francesca Pascale, che si permette il lusso di definire quello che dovrebbe essere un alleato "troglodita e maschilista". Una sparata talmente enorme da spingere il leader del Carroccio a ipotizzare che ormai le decisioni che contano (compresa la scelta di Bertolaso) siano in realtà appannaggio del duo Pascale-Maria Rosaria Rossi. E la fibrillazione si allarga all'ala nordista di Forza Italia, che governa con il Carroccio in Liguria, Lombardia e Veneto, e vuole continuare a farlo. Sale sulle ferite di un partito allo sbando.

Di un alleato così debole e ondivago Salvini non sa che farsene. Negli ultimi giorni aveva sperato che la ricucitura sulla Meloni fosse davvero possibile. Ma nessuno dei due si fida più dell'altro, e la trattativa è andata a monte a un passo dal traguardo. A questo punto a lui e alla Meloni, novelli Bruto e Cassio, conviene sferrare la coltellata definitiva, accelerando quel processo di decomposizione di Forza Italia che giudicano ormai inarrestabile. Infatti, finché l'ex Cavaliere rimane in campo nessuna nuova aggregazione è possibile. Troppo ingombrante la sua presenza. 

Ma quand'anche la disfatta di Forza Italia a giugno fosse completa, il nuovo centrodestra senza Silvio è un'incognita totale. Tutto da inventare. Il vento europeo è buono, come dimostra il voto del primo turno delle elezioni presidenziali in Austria. Ma convincere la parte moderata degli elettori di centrodestra a non scappare verso Renzi non sarà impresa per nulla facile. Il rischio è di fare una fine triste, come fu proprio di Bruto e Cassio.

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COMMENTI
26/04/2016 - la pars moderata in elettorato di centrodestra (ALBERTO DELLISANTI)

I primi tre quarti di Del Duca, sono un resoconto abbastanza aderente ai fatti datisi nel centrodestra fino a pochi giorni fa. Nell'ultimo quarto, non si capisce se il giornalista desidera che Meloni e Salvini facciano la fine di Bruto e Cassio. Oppure il contrario. E' il limite greve di questo articolo, per un moderato che votò il Silvio prima che se ne acclarasse del tutto la pochezza. (Unica eccezione in politica estera, dove il fu Cav fece meglio di colleghi nani alla Sarkozy e Cameron). A sferrare 'na coltellata al centrodestra è l'ex Premier. Da almeno un anno a questa parte. E ora conclude. Con la pazzotica conferma di Bertolaso. Della buona sorte e della buona formazione del centrodestra non gliene può fregare di meno. Non mi metto a dire che sia eterodiretto da Renzi. Basta vedere come è eterodiretto dalla sua femme Pascale e dalla Rossi. Oltre che orientato dal suo stretto interesse imprenditoriale. I moderati si stanno sparpagliando tra Meloni, Salvini, gli astenuti, e pochi renziani di ultimo conio. Chi vota Berlusconi sono nostalgici di una destra silviesca, e pochi centristi "giapponesi" che non sanno che la seconda guerra mondiale è terminata. Che siamo già nella terza (a pezzi). Salvini non è il babau che dicono, e saprà cedere il passo a un leader del centrodestra che meglio si appalesasse, dopo il turno elettorale che finalmente avrà buttato Belusconi e il suo FI sotto il dieci per cento.

 
26/04/2016 - Meglio Salvini (Michele Ballarini)

In quattro, nella mia famiglia, votammo PD, in quattro voteremo, alle prossime elezioni, per la Lega. Al di là di certe sue dichiarazioni, poco avvedute, preferiamo di gran lunga Salvini al ciocapiatti Renzi, servo della UE. La battaglia di questi per la flessibilità è finzione, tornando infatti utile alla stessa UE che con il PD al governo vede realizzate tutte le sue politiche economiche e sociali. La cartina al tornasole di tutto ciò è la totale mancanza di volontà di modificare l'iniqua legge Fornero, abbassando l'età pensionabile e favorendo il ricambio generazionale nell'occupazione. Renzi ha realizzato quello che Berlusconi non ha saputo fare, ragione per la quale la UE lo ha "detronizzato" inviando il suo commissario Monti, con la complicità di Napolitano, e il cui degno successore è Renzi accompagnato dal suo tutore Padoan. FORZA SALVINI!