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COMUNALI 2016/ Sgarbi: il caos del centrodestra a Roma è un'idea geniale di Berlusconi

Pubblicazione:mercoledì 27 aprile 2016

Vittorio Sgarbi (Infophoto) Vittorio Sgarbi (Infophoto)

E’ quello che dicono tutti, intanto però si contano in vista delle prossime politiche. Le elezioni nazionali potrebbero essere vinte da una coalizione in grado di arrivare al 40% al primo turno. Se si scopre che a Roma, pur perdendo, il centrodestra ha il 43%, potrebbe essere un dato nazionale.

 

Perdere Roma non avrà conseguenze in vista delle prossime elezioni politiche?

Per il centrodestra comunque è meglio perdere Roma. La capitale infatti è già persa, e comunque è una città ingovernabile, piena di trappole e finzioni. Tanto il centrodestra con Gianni Alemanno quanto il centrosinistra con Ignazio Marino hanno prodotto risultati deludenti, adesso quindi tocca ai 5 Stelle. Giachetti è lì per fare la vittima sacrificale, potrebbe vincere solo a una condizione.

 

Quale?

Che Pannella, prima di morire, decidesse di appoggiarlo.

 

Che cosa vuole Berlusconi?

Berlusconi punta solo a vincere a Milano, e lì non è escluso che possa farcela perché la candidatura di Parisi è convincente. Ma a Roma nessuna candidatura può essere convincente.

 

Alla fine a Milano vincerà Sala o Parisi?

A Milano la partita è aperta, e quindi per il centrodestra ha un senso presentarsi unito. Al secondo turno i 5 Stelle, in odio a Renzi, voteranno per Parisi. Alla fine quindi la Raggi vincerà a Roma e Parisi a Milano.

 

Secondo lei dopo queste amministrative il centrodestra come lo abbiamo conosciuto fino a oggi esisterà ancora?

Sì, la coalizione di centrodestra si sta già preparando in vista delle politiche.

 

Con una guida moderata o di Salvini?

Salvini avrà un peso rilevante, ma la guida resterà in mano ai moderati. Comunque prima vediamo come andrà la partita delle amministrative, e poi il centrodestra senza dubbio si ricompatterà in vista del voto nazionale.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
27/04/2016 - Roma (Italo Amitrano)

Caro Sgarbi, se fossi un genio della pittura come Caravaggio, rappresenterei la mia città di elezione, Roma, come una donna agonizzante in un letto mentre nel salotto accanto dei giocatori si scrutano intorno a un tavolo - noncuranti della persona in gravi condizioni - totalmente assorti in una partita a poker.