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ELEZIONI COMUNALI 2016 / Roma, Bertolaso si ritira: Codacons, “Ingannevole lo slogan di Marchini, rimuovere i manifesti” (news oggi, 28 aprile 2016)

Elezioni Comunali 2016, le amministrative a Roma, Milano, Napoli e le altre news: oggi, 28 aprile 2016, Bertolaso si ritira, Berlusconi avvia ticket con Marchini, schiaffo alla Meloni

Guido Bertolaso (Infophoto) Guido Bertolaso (Infophoto)

Interviene anche il Codacons dopo il ritiro di Guido Bertolaso nella corsa a candidato sindaco di Roma alle prossime elezioni comunali 2016. L'associazione a difesa dei consumatori, il cui presidente Carlo Rienzi è tra i candidati sindaco della Capitale, sostiene che ora che Alfio Marchini è appoggiato da Forza Italia lo slogan "Liberi dai partiti" dei suoi manifesti sia "ingannevole". Il Codacons annuncia poi un esposto urgente all’Antitrust. Carlo Rienzi afferma in una nota pubblicata sul sito dell'associazione: “E’ evidente che, dopo l’appoggio ufficiale di Forza Italia a Marchini comunicato oggi da Berlusconi, lo stesso candidato non possa più utilizzare la formula “Liberi dai partiti” per promuovere la propria candidatura. Uno slogan che, alla luce delle ultime novità, appare ingannevole e tale da indurre in errore i cittadini. Per tale motivo chiediamo la rimozione immediata di tutti i manifesti di Marchini dalle strade della capitale, e presenteremo oggi stesso un esposto urgente all’Antitrust competente in materia”.

Matteo Salvini commenta la notizia del ritiro di Guido Bertolaso nella corsa a sindaco di Roma alle elezioni comunali 2016. Il leader di Forza Italia, come riferisce Agenparl, è stato raggiunto telefonicamente da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio di Radio Cusano Campus. E ha dichiarato: “Berlusconi appoggia Marchini a Roma? E’ fin troppo semplice da leggere, Renzi e Casini chiamano, Berlusconi risponde. La scelta di Marchini parla chiaro, lui ha già detto che sosterrebbe il Pd in caso di ballottaggio. E' una scelta chiara, che rompe il centrodestra. Per me è anche più semplice la campagna elettorale a Roma, l’unica candidata di centrodestra in campo è Giorgia Meloni”. E sul ballottaggio alle elezioni comunali 2016 a Roma Matteo Salvini sottolinea: “Marchini al ballottaggio? Ahahaha Marchini piglia la metà dei voti di Meloni. C’è stato un messaggio chiaro di Renzi, che ha parlato di legge sui diritti televisivi e di calcio in tv, poi c’è stato il messaggio di Casini, che ha invitato Berlusconi a tornare con Verdini e Alfano per appoggiare Renzi. Saranno i romani a decidere se vogliono gli inciuci, le frittate, le marmellate, oppure risolvere davvero i propri problemi. Probabilmente Berlusconi ha nostalgia di Renzi, che controlla tutto e tutti. La partita a Roma è a tre, tra Meloni, Giachetti e Raggi. Marchini non è neanche lontanamente in partita”.

Svolta choc alle elezioni comunali 2016 di Roma: il centrodestra nel terremoto, con il cantato Bertolaso che si ritira dalla corsa e sosterrà il candidato della lista Civica Alfio Marchini: un vero e proprio schiaffo a Giorgia Meloni, l’altra candidata di area centro-destra che nelle settimane scorse aveva dato una sorta di aut aut a Berlusconi sulla possibilità di ritornare in una coalizione unica per le amministrative romane. “Uniti solo se si ritira Bertolaso”, aveva detto la Meloni assieme a Salvini, ma il Cavaliere si gioca un altra carta: «Con il dottor Guido Bertolaso abbiamo deciso di sostenere e fare nostra la candidatura dell’ingegner Alfio Marchini. Non è una scelta nuova, Marchini era stato la nostra prima opzione ed era caduta per i veti posti da un alleato della coalizione», precisa Silvio Berlusconi in una nota battuta poco fa dalle agenzie. Si riparte tutto da capo dunque nel centrodestra: Bertolaso già negli scorsi giorni aveva in qualche modo cercato di avvicinare Marchini per un ticket dell’ultima ora, puntando sulla somiglianza dei programmi e sulla lontananza da ogni partito politico. A questo punto però Marchini si ritrova un alleato ingombrante e sopratutto il centrodestra si spacca definitivamente tra la giovane linea Salvini-Meloni e la “vecchia guardia” di Berlusconi e Forza Italia.

In vista delle elezioni comunali 2016 che si terranno il prossimo 5 giugno il Movimento 5 Stelle a Torino mette all'asta opere d'arte per finanziare la campagna elettorale. E' quanto si legge su Torino Today: tra gli artisti che hanno regalato i loro lavori alla candidata sindaco del M5s Chiara Appendino, anche il premio Nobel per la letteratura Dario Fo. L'asta delle opere d'arte è prevista stasera alle 18, presso la Galleria Innerspace di via Cesare Battisti. Saranno battute all'asta una trentina di opere donate da vari artisti tra cui anche due disegni del premio Nobel per la letteratura Dario Fo: "La ballerina" e una tavola particolare che riproduce un intreccio sensuale di corpi. Tra le opere all'asta per il finanziamento della campagna elettorale per le elezioni comunali 2016 anche quelle, si legge sempre sul quotidiano, di Gianfranco Anastasi, conosciuto come "Giffi" e piuttosto noto nell'ambiente artistico torinese, Raffaella Giorcelli, Renato Galbusera, Simona Balma e Andrea Russi.

E' scontro a Milano in vista delle elezioni comunali 2016 tra il candidato del Centrosinistra Giuseppe Sala e quello del Centrodestra Stefano Parisi. Il primo nei giorni scorsi ha infatti pubblicato la sua dichiarazione 730 per rendere pubblici i propri redditi. Ma altrettanto non ha fatto Parisi che ha affermato, come riporta il Corriere della Sera, in risposta a Sala: "Quando sarà necessario pubblicherò la dichiarazione dei redditi, anche quella del 2015 , che non è ancora stata presentata all’Agenzia delle Entrate. Lo farò quanto prima decido per conto mio, non faccio decidere agli altri candidati". Sala aveva infatti dichiarato: "Non è necessario pubblicare le proprie dichiarazione dei redditi. Ma se io e il candidato del Movimento 5 Stelle lo facciamo, è buona cosa che lo faccia anche Parisi". Quello della trasparenza nelle elezioni comunali 2016 in programma il prossimo 5 giugno è un aspetto che Giuseppe Sala ritiene importante, tanto che ha ringraziato il candidato di M5S, Gianluca Corrado, che ha proposto l’iniziativa sottolineando, come si legge sempre sul quotidiano, "Fare l’amministratore pubblico non è facile. Si può sbagliare, però ho deciso si seguire il profilo di trasparenza e cercherò di dimostrarlo ogni giorno".

È un Bertolaso show quello che ieri, in vista delle elezioni comunali 2016 a Roma, abbiamo visto intervenire al Corriere.Live nella puntata dedicata totalmente alle Amministrative romane. Il candidato di Forza Italia, nella bufera assieme a Berlusconi e a tutto il centrodestra per l’assoluta caoticità di decisioni e non decisioni a un mese a mezzo dalle elezioni, si è dimostrato in perfetta forma e con qualche gaffe che rimangono misteriose. Pronto a fare un accordo con Marchini per una “staffetta generazionale, io potrei fare il primo mandato, lui proseguire”, se non viene eletto pronto anche a farsi da parte con la politica, specie con Forza Italia. «FI? Non sono problemi mei, io ho solo la tessera della Roma e quella dell’Avis, non sono iscritti a nessun partito». Sul centrodestra diviso? «Come al solito da medico e pratico penso che le chiacchiere stiano a zero: se c’è qualcuno che sta facendo un favore a Renzi sono Meloni e Salvini, che si sono staccati dalla candidatura unitaria da loro voluta. Sono venuti a cercarmi loro in Africa per candidarmi e poi si sono staccati, dopo le gazebarie dove mi hanno votato in massa, hanno cambiato idea». Ma la vera “bomba” di queste elezioni comunali entrate ormai nel vivo della campagna elettorali, Bertolaso l’ha tirata alla domanda su possibili contributi per una Raggi sindaco o per Giachetti. «Potrei sicuramente dare il mio modestissimo contributo se me lo chiedono per affrontare alcune questioni di carattere tecnico. Giachetti era capo di gabinetto con Rutelli quando io ero commissario per il Giubileo 2000. Quindi ci conosciamo molto bene». Apertura, gaffe o tecnica di pre-tattica? La politica si interroga: di certo potrebbe essere una gaffe innocente di un candidato non proprio solito ai discorsi ma a questioni pratiche, oppure un modo di stuzzicare Meloni e Salvini e qui sarebbe assolutamente concordato dalle parti di Arcore (la rettifica qualche ora dopo a livello politico vale come il due di picche, ormai il dado è stato lanciato). E se Berlusconi avesse in questo modo mandato un ultimatum lui ai “giovani turchi”, ribaltando la situazione, dicendo “o venite con me su Bertolaso, oppure io sposto i voti verso Giachetti e vi faccio mancare le risorse di elettori necessari per arrivare al ballottaggio”. Fantapolitica certo. O forse no.

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