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Politica

POLITICA E TOGHE/ Torna lo "spirito del '92" e Renzi rischia il botto

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Se nonostante tutto questo c'è stato un peggioramento, seguendo le recenti parole del presidente dell'Anm, Piercamillo Davigo e dei suoi fans, conviene dotare il paese di alcuni "campi di concentramento e rieducazione" installando, ma di questo sicuramente non c'è bisogno, "centri di ascolto" per sapere quello che si dice anche durante le telefonate per gli auguri di compleanno, perché anche lì magari si "annida il reato".

Il vero problema è che dal 1992, con il concorso di varie forze anche esterne, si è perseguito l'obiettivo di destabilizzare questo Paese, di destabilizzare l'Italia. Mentre alcuni ex "poteri forti" si arricchivano, con vergognose plusvalenze sulle privatizzazioni, e si ritiravano definitivamente dall'economia reale (i famosi "capitani di sventura" italiani), si era scatenata un'autentica battaglia tra altri poteri, anche istituzionali, per piazzarsi nell'inevitabile futuro geopolitico italiano.

La vera colpa della politica (ecco l'attualità della lettera di Napolitano: non tutti i leader, diversamente da Craxi, colsero la necessità della verità e della necessaria correzione) fu quella non solo di non prendere l'iniziativa, ma addirittura di fare una sorta di "patto con il diavolo". Una prassi dal respiro corto, come ci avrebbero dovuto insegnare Goethe con il suo Faust e Thomas Mann con Il dottor Faustus. Alla fine si paga sempre.

La storia è lunga. Achille Occhetto dirottò il vecchio Pci in un'entità postcomunista che era più a sinistra dello stesso vecchio Pci e con toni pure ecologici. Doveva guidare una "gloriosa macchina da guerra" e finì contro un muro che si trovò improvvisamente davanti. Naturalmente rispettava "le sentenze", come si faceva nell'Urss che ben conosceva, e lisciava formalmente il pelo alle toghe. Sbandierando la "questione morale", la deriva della perdente politica berlingueriana, crollata fin dal famoso Convegno dell'Eliseo.

Non si sa bene adesso dove sia finito Occhetto. Ma non è una gran notizia, perché non ne ha mai azzeccata una, da quando stava nell'Unione goliardica italiana e dirigeva la Federazione giovanile comunista.

A lisciare il pelo alle toghe c'era comunque un incredibile incrocio destra-sinistra. In un primo tempo anche le tv del cavalier Berlusconi avevano postazioni fisse sotto il Palazzo di giustizia di Milano, con cronisti e direttori di telegiornali molto vicini ai magistrati. Il cavaliere scoprirà presto il "giustizialismo", perché il candidato su cui forse contavano i destabilizzatori e anche una parte della magistratura era a quel tempo Occhetto. A vari livelli, tanti si accorsero che il "patto con il diavolo" alla fine diventava un boomerang terribile.

In questi venticinque anni, il vulnus è stato sempre presente, ma con la crisi finanziaria del 2007 tutto è stato triturato, dando luogo a una situazione più grave che ha creato confusione e sconcerto anche nell'opinione pubblica, che un tempo plaudiva entusiasticamente ai magistrati. Si viveva sempre in un pauroso vuoto politico, ma occorreva una nuova spallata contro la vecchia politica e una nuova forza parapolitica, per salvaguardare il "cuore" dell'operazione del 1992 e giustificare quello che sta va avvenendo. Un giorno si dovrà raccontare bene la storia del debito italiano.


COMMENTI
30/04/2016 - Alto livello (ALBERTO DELLISANTI)

Ieri Giulio Sapelli. Oggi Da Rold. Ecc. ecc. Anche l'intervista a Salvini è un pezzo forte. E l'intervista di Vernizzi al Padre Francescano di Aleppo? Il quale spiega come ospedali e luoghi pubblici siano massacrati dai missili di ISIS e gruppi associati, non da Assad... Questo è ilsussidiario.net... Bisogna sperare in un tasso di resipiscenza di Renzi rispetto al suo solipsismo che divide gli italiani. Ci salvi Renzi il giusto monocameralismo che ha varato. Ma che corregga (in ascolto di una compagnia buona) l'insostenibile pesantezza dell'Italicum e di un Senaticchio organo di potere personale di chi lo avrà nominato. Sono i due fattori che costringeranno a votare NO al Referendum. Si potrebbe così contare su una estate meno infernale di quella prevista da un ex Direttore del Corriere della sera ricordato da Da Rold, dalle ramificate relazioni. Allora Renzi darebbe anche un contributo vero contro il giustizialismo, veleno così bene descritto dal Signor Amitrano.

 
30/04/2016 - Giustizialismo (Italo Amitrano)

Permettetemi di parafrasare von Clausewitz: "Il giustizialismo non è che la continuazione del brigatismo con altri mezzi".