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Politica

POLITICA E TOGHE/ Torna lo "spirito del '92" e Renzi rischia il botto

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Guarda caso, è proprio nel biennio 2007 e 2008 che si vara la guerra a "La casta" (diventato un boom editoriale targato Rizzoli) e cominciano i "Vaffa-day" del comico Beppe Grillo, che si trasformano in movimento sotto la bandiera dell'"onestà".

In sostanza si cambia cavallo e quello che può chiamarsi il "partito delle procure" viene rinnovato. Mentre il berlusconismo si autosilura con qualche spinta che viene dall'intero e dall'esterno, il Pd diventa meno credibile che in passato. Pier Luigi Bersani perde troppo tempo per "imbarcare" il M5s. Dopo la catastrofe dei tecnici il governo passa a un giovane sindaco fiorentino. Ma lo "spirito del '92" preferisce guardare ai pentastellati che gridano sempre e solo "onestà". Linea politica "interessante", che ricorda però un vecchio detto di Pietro Nenni: "In questioni di purezza, c'è sempre uno più puro che ti epura".

Matteo Renzi intanto si mostra precipitoso, giustizialista a giorni alterni, poco credibile nell'azione di governo sui problemi economici, sociali e anche su quelli internazionali. A volte dà l'impressione di evitare "il futuro del Paese", ma spesso appare superficiale e sbrigativo, troppo concitato anche nelle riforme istituzionali. 

Difficile pensare come il primo ministro arriverà al referendum di ottobre. Ha scritto oggi con grande lucidità Giulio Sapelli: "Il triangolo oggi è quello tra Usa, Europa e Africa. Qui si gioca il destino italiano. Bisognerebbe iniziare a prendere le misure necessarie a contrastare questo disegno che mira a ridurci in frantumi e con noi ciò che rimane dell'Europa". Non sembra che questo governo abbia la lucidità e la forza di affrontare questi mesi cruciali.

Renzi ha "rottamato" alcuni vecchi estensori del "patto col diavolo", ma è incastrato tra gioco internazionale che passa sopra la testa dell'Italia e poteri deboli che vogliono gestire il futuro di un Paese dimezzato e impoverito.

Forse siamo arrivati al "gran botto" finale di questi 25 anni trascorsi a cavallo del millennio. Con l'Italia che si rinchiude nelle sue vecchie corporazioni, dopo aver "espulso" un'intera classe dirigente, dopo aver smantellato e svenduto un apparato industriale di tutto rispetto, dopo aver persino chiuso alcune fabbriche per via giudiziaria. Riderà la Germania, in parte anche gli Stati Uniti.

Ma in compenso sarà salvaguardato il potere dei pm, figura quasi sacrale nell'Italia della "questione morale". Non è un caso che l'ultimo miglio di questo grande assetto geopolitico sia stato scandito da una nuova riapertura di arresti e nuovi avvisi di garanzia, probabilmente tutti diretti contro il governo e i "moralizzatori" che non servono più. "Sarà un'estate infernale", ha assicurato uno "storico", ex direttore del Corriere della Sera. C'è da credergli, perché di questi affari se ne intende e riesce anche a districarsi bene nell'apprendere dal nulla testi di intercettazioni telefoniche, avvisi di garanzia e magari arresti.

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COMMENTI
30/04/2016 - Alto livello (ALBERTO DELLISANTI)

Ieri Giulio Sapelli. Oggi Da Rold. Ecc. ecc. Anche l'intervista a Salvini è un pezzo forte. E l'intervista di Vernizzi al Padre Francescano di Aleppo? Il quale spiega come ospedali e luoghi pubblici siano massacrati dai missili di ISIS e gruppi associati, non da Assad... Questo è ilsussidiario.net... Bisogna sperare in un tasso di resipiscenza di Renzi rispetto al suo solipsismo che divide gli italiani. Ci salvi Renzi il giusto monocameralismo che ha varato. Ma che corregga (in ascolto di una compagnia buona) l'insostenibile pesantezza dell'Italicum e di un Senaticchio organo di potere personale di chi lo avrà nominato. Sono i due fattori che costringeranno a votare NO al Referendum. Si potrebbe così contare su una estate meno infernale di quella prevista da un ex Direttore del Corriere della sera ricordato da Da Rold, dalle ramificate relazioni. Allora Renzi darebbe anche un contributo vero contro il giustizialismo, veleno così bene descritto dal Signor Amitrano.

 
30/04/2016 - Giustizialismo (Italo Amitrano)

Permettetemi di parafrasare von Clausewitz: "Il giustizialismo non è che la continuazione del brigatismo con altri mezzi".