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Politica

DOPO IL CASO GUIDI/ Ma nei libri di storia Renzi sarà Giolitti o Verdini?

Eugenio Scalfari (Infophoto)Eugenio Scalfari (Infophoto)

Il resto è stato solo pensosa, "paterna" osservazione dei "progressi" del "giovane Giolitti": ancora da 5 - cioè non ancora alla sufficienza - se Giolitti è il 10. Ma solo "la storia potrà giudicare", conclude Scalfari con accenti da vate. Accenti definitivamente insoliti: perché è la Repubblica di Scalfari ad aver sistematicamente, programmaticamente invocato e preteso il giudizio istituzionale dei magistrati sulla cronaca che si fa storia. È nella weltanschauung di Repubblica che la "storia istantanea" - oltreché la democrazia reale - non la fanno gli storici, ma le intercettazioni giudiziarie pubblicate dai media. È una visione storica in cui un'Italia con un "Capo" (sic!) è stata sempre il male assoluto: chissà perché Scalfari sembra meno rigido sull'argomento paragonando Renzi - in Chief - a Cameron od Obama.

Sembra comunque scordare quando un altro premier disse di volersi assumere  "tutte le responsabilità storiche" - ma non quelle penali - dell'omicidio di un parlamentare, anzi: dell'omicidio del Parlamento. Quel Capo era Benito Mussolini e lo disse il 3 gennaio 1925, varando le leggi liberticide che inaugurarono la dittatura fascista in Italia.

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COMMENTI
04/04/2016 - Assolutamente d'accordo e c'è dell'altro... (Franco Labella)

Da fedele lettore di Repubblica sin dalla sua fondazione esprimo il consenso più totale al commento di Credit all'editoriale di Scalfari di ieri. E non solo per il paragone che a me, non storico, pare assolutamente incongruo ma anche per altro. Mi riferisco all'auspicio di Scalfari che il referendum del 17 aprile naufraghi nell'astensionismo. Quando era Craxi a teorizzare le passeggiate al mare piuttosto che alle urne,credo di ricordare che fra quelli che si stracciavano le vesti ci fosse anche il fondatore di Repubblica. Ora , invece, in un momento storico di ancora maggiori difficoltà nella partecipazione politica, tutti si augurano che accada di nuovo. In questo momento, per ragioni di salute, purtroppo non sono a contatto con i miei studenti. Al mio ritorno ricorderò che l'astensione, sia pur legittima, non è la scelta giusta. E staremo a sentire cosa dirà oggi il Presidente del Consiglio alla direzione del PD. Rivendicare un ruolo di indirizzo politico del Governo, anche su Tempa Rossa, è costituzionalmente corretto e magari uno poteva evitare il tono di sfida ma a me, modesto docente di Diritto, viene una domanda banale che pongo a Renzi: ma come mai un indirizzo strategico per il Paese si traduce in un emendamento notturno, sepolto nelle nebbie e, soprattutto, tolto e rimesso in altro provvedimento? Strana strategia, questa, nascosta e rivendicata solo dopo le dimissioni della Guidi. Sempre che ad ispirare Scalfari non ci fosse il Depretis di Stradella...