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RETROSCENA/ Chi c'è dietro la nuova inchiesta che fa tremare Renzi

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Maria Elena Boschi (Infophoto)  Maria Elena Boschi (Infophoto)

Tutto questo terremoto avviene mentre, guarda caso, c'è una disputa di quattrini (170 milioni) tra la Basilica e la Puglia. Quest'ultima, che rimarrebbe senza royalties derivanti dai prodotti energetici, è guidata da un esponente del Pd, ex magistrato, Michele Emiliano, lanciato nel ruolo di "alter ego" di Matteo Renzi nel partito, ma anche ultimo difensore del regionalismo e delle "acque etniche" (come ha detto in una trasmissione televisiva), grande animatore del referendum.

Sullo sfondo si stanno svolgendo le nomine dell'Associazione nazionale magistrati (il sindacato con la toga, altra prerogativa di Paesi civilissimi!) dove pare che esca come presidente il "liberal" al contrario, Piercamillo Davigo, che segnerebbe uno spostamento dalla sinistra togata a quella puramente corporativa. Davigo sarebbe un altro "dottor sottile" che si batte contro il crimine, ma anche sui carichi esigibili, cioè la quantità di lavoro che ogni magistrato svolge, che non gradisce la responsabilità civile del giudice e il taglio delle ferie.

Tutti questi magistrati si battono in definitiva per la morale e contro la corruzione, ma sono quasi tutti incazzati (chissà perché?) contro Raffaele Cantone, magistrato anche lui, ma ahimè diventato presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione. Insomma uno sconquasso e una linea nitida, lampante, che collega l'azione della magistratura, di qualche ex magistrato alla "novità" del Movimento 5 Stelle, nuovo soggetto politico probabilmente designato a governare il declino italiano, scambiato per "decrescita felice", deindustrializzazione, ritorno al "bucolico spinto", con pale eoliche che magari ti arrivano in testa mente cammini per la strada.

Una simile sceneggiatura non la poteva immaginare nemmeno il re del teatro dell'assurdo, Eugène Ionesco.

Sia chiaro che questa nuova ondata giustizialista, "orchestrata" con una tempistica significativa, non giustifica l'inadeguatezza e la povertà politica del governo Renzi. Il "rottamatore" è appena ritornato da un viaggio flop negli Stati Uniti, dove si può ricordare solo una "photo opportunity", in piedi, con il presidente Usa, Barack Obama. Ma già la "fuga in America" di Renzi era contrassegnata da una serie di problemi da affrontare in modo sempre più incalzante: la Libia, il caso Regeni, il problema dei migranti con la chiusura della rotta balcanica. E come se non bastasse il primo ragguaglio sui nuovi dati economici, con una deflazione confermata, una perdita di posti lavoro e una piccola ripresa della disoccupazione dopo l'esaurirsi dei primi incentivi fiscali. Il tutto, condito da una contestazione all'interno del Pd da parte della minoranza, con le solite dichiarazioni velenose di Massimo D'Alema e anche di Pier Luigi Bersani.

Il problema è che di fronte a questi dati la percezione degli italiani è ritornata negativa. Si dice che nell'Ufficio studi di Mediobanca si stiano rivendendo le stime di crescita del 2016 dell'Italia e si pensa che, al momento, si resterà sotto l'1 per cento, ancora una volta. 


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COMMENTI
04/04/2016 - Da Rold, lo chieda ai lucani magari... (Franco Labella)

Capisco che un commentatore del calibro di Da Rold si sentirebbe sminuito se dovesse fare una ricostruzione meno avvincente (gli equilibri dell'Anm ed il Cantone salvatutto, il magistrato in aspettativa Emiliano, il non citato Woodcock magari) ma se uno si piglia la briga di consultare le annate dei quotidiani lucani, e se ne stampano due oltre ai quotidiani nazionali meridionali, scopre che Tempa Rossa e l'inquinamento ambientale non sono un"invenzione" recente dei soliti magistrati manipulitisti. Scoprirebbe che le questioni tra Puglia e Basilicata mica riguardano solo le royaltes petrolifere ma risalgono alla guerra dell'acqua ed allora mi chiedo: qual è il senso di sminuire comportamenti politici inqualificabili come quelli del ministro dimissionario come sembra voler fare Da Rold nel suo commento? Reati? ipotesi di reato? Da Rold è in collegamento con i vituperati magistrati potentini per poter escludere risvolti penali futuri? Critica pure lui la fattispecie inserita dalla Severino e cioè il traffico di influenze illecite? Perchè se non è così vorrei far osservare che manco Renzi ha gridato ancora, in stile berlusconiano, al "dalli al complotto" dei magistrati e di giustizia ad orologeria. E se magari, per una volta, la si smettesse di dare della Magistratura un'immagine da potere guastatore non sarebbe male... In un Paese normale, per lo meno... Firmato: un prof. lucano che conosce la sua regione d'origine.

 
04/04/2016 - Renzi: il vecchio che avanza (Michele Ballarini)

Rottamazione, largo ai giovani. Ma se questi sono i giovani, ridatemi Andreotti! Il PD non fa eccezione rispetto ai suoi predecessori al Governo. Si regge su di una maggioranza che vede molti dissenzienti all'interno dello stesso partito (anche se, occorre dirlo, si tratta piuttosto di pensionati del partito, come Bersani, Finocchiaro, Bindi, e compagni), peraltro compatti allorchè si tratta di votare fiducia su fiducia per difendere la propria poltrona, non per altro, e su di un partito, quello di Alfano, che dovrebbe essere all'opposizione. Dunque, un Governo appoggiato da siffatta maggioranza, non emersa da alcuna elezione, si dimostra infelice non solo nella politica economica (dispersione di risorse, incentivi assurdi, vedi la decontribuzione per i nuovi assunti ai sensi del job act, salvo poi affermare che i giovani avranno pensioni da fame) ma anche sotto il profilo della correttezza e trasparenza dell'azione. Il rottamatore vale quanto i rottamati.