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RENZI vs CUPERLO/ La vera "questione morale" che spacca il Pd

Pubblicazione:martedì 5 aprile 2016

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Se avessero coraggio Bersani, D'Alema e compagnia cantante dovrebbero fare fagotto oggi, per tentare di organizzare un soggetto di sinistra concorrente e alternativo al renzismo, sempre più partito della nazione e sempre meno sinistra europea. Ma questo coraggio non si vende al supermercato. Più probabile oggi è che la guerra di trincea continui all'interno, arretrando ogni volta le proprie linee difensive. 

Certo, Renzi non è immune da rischi. Non quello che il 17 aprile si arrivi al quorum del 50% dei votanti, quanto piuttosto di un fiasco alle amministrative di giugno. Questo potrebbe rimescolare le carte, e rimettere in discussione la sua leadership sin qui innegabilmente vincente. Ecco perché da qui a giugno il premier segretario non può permettersi altri passi falsi. Deve scegliere con intelligenza il successore della Guidi. Deve sostenere i suoi candidati sindaco. Deve sperare pure che "Trivellopoli" non si allarghi. Altrimenti anche un cardine del renzismo, come il ministro per i rapporti con il parlamento e le riforme istituzionali, Maria Elena Boschi, sarebbe a rischio, dopo aver vacillato per via del ruolo del padre nel caso BankEtruria. La questione morale è più pericolosa di cento sconfitte alle comunali.



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COMMENTI
05/04/2016 - commento (francesco taddei)

meglio un giovane sindaco arrogante che la solita vecchia ditta comunista!