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Politica

REFERENDUM TRIVELLE/ Emiliano: non un voto anti-Renzi, ma contro il blitz dei petrolieri

Michele Emiliano (Infophoto)Michele Emiliano (Infophoto)

Occorre ascoltare di più i territori. Se il presidente del Consiglio avesse dato retta alle Regioni avrebbe evitato sicuramente il referendum, compreso l'ultimo quesito rimasto, perché bastava tornare alla legge precedente la 9/91 ("Norme per l'attuazione del nuovo Piano energetico nazionale", ndr) per regolare la fase finale della vita dei pozzi senza traumi e consentendo alle Regioni di controllare l'attività dei petrolieri, così riottosi a chiudere i pozzi dato il costo dell'operazione di chiusura. 

Renzi ha opposto lo "sblocco delle infrastrutture" come argomento politico sia contro le preoccupazioni ambientaliste anche di settori politici (promotori del Sì a referendum), sia per contestare l'azione dei pm contro presunte malversazioni nella gestione politico-istituzionale delle trivellazioni in Val d'Agri. Che ne pensa?
Anche in questo caso l'informazione di cui evidentemente disponevano il governo e il presidente del Consiglio erano, chissà perché, inesatte. Il giacimento di Tempa Rossa è stato reso perfettamente funzionante con le vecchie norme, cioè senza "Sblocca Italia" (legge 164/2014, ndr); dopo di che restava il problema di prendere il petrolio e portarlo da Viggiano fino al porto di Taranto. Per fare quest'operazione — e altre come questa —, ha detto Renzi, siamo stati costretti a fare un provvedimento come il decreto-legge Sblocca Italia, leggasi, in questo caso, l'ostilità delle Regioni, con dentro il famoso emendamento Guidi, quello dell'intercettazione telefonica…

Ma?
Ma quando ieri (lunedì, in direzione Pd, ndr) gli ho chiesto se fosse veramente convinto che la Puglia avesse dato parere contrario alla realizzazione dell'oleodotto… mi ha guardato stupito, annuendo.

E lei che cosa gli ha detto?
Gli ho detto semplicemente come stavano le cose, cioè che nel 2011 la Puglia di Nichi Vendola, comprendendo che la situazione era consolidata, aveva dato parere favorevole; e gli ho spiegato che l'unico effetto dell'emendamento Guidi non era quello di sbloccare l'Italia e l'oleodotto, ma quella di evitare che Total, Shell e Exxon Mobil pagassero alla Puglia centinaia di milioni di compensazioni ambientali per la realizzazione di quest'opera strutturale, e questo è un regalo scandaloso che non andava fatto. 

E Renzi?
Spero che abbia capito che se si governa il paese avendo fiducia nei presidenti del proprio partito, ed eventualmente anche in quelli che non sono del proprio partito, ma nondimeno sono galantuomini, l'Italia potrebbe essere governata più facilmente e con maggiore utilità per tutti.

Intanto ci sta dicendo che il presidente del Consiglio non conosce i dossier. Non è poco.
E' inevitabile… Nessun premier può conoscere tutti i dossier che riguardano il governo di un paese. Deve però avere i collaboratori giusti che lo facciano per lui. 

La polemica di Renzi contro i pm di Potenza è identica a quella di Berlusconi, quando veniva accusato, per i suoi attacchi ai magistrati, di essere un eversore della democrazia. O no?  


COMMENTI
07/04/2016 - Motta cosa legge? (Franco Labella)

Posto che ognuno può, ovviamente, scrivere tutto quello che vuole ma vorrei capire il senso del commento. Nè nell'intervista nè nel commento mio c'è l'affermazione che Motta vuole confutare ed allora mi chiedo se non sia possibile discutere partendo da dati reali. Poi che da entrambi gli schieramenti si stanno facendo affermazioni non pertinenti ci può stare. Nei commenti, però, credo che si debba partire dai contenuti pubblicati e non dai retropensieri. Questa almeno è la mia visione.

 
06/04/2016 - Non si ferma nessuna trivella! (Stefano Motta)

C'è già una legge, emanata dopo Macondo (Golfo del Messico) che vieta dal 2011 o 2012 ogni perforazione entro 12 miglia nautiche (22 km) dalle coste di Italia e isole. Non si può e basta, di già! Qualunque risultato avrà il Referendum si potrà comunque perforare in terraferma e in mare oltre le 12 miglia (nelle aree concesse e con i dovuti permessi del Ministero-UNMIG). Quindi se vincono i sì non si blocca nessuna trivella, solo si chiuderanno gli impianti che oggi stanno producendo olio e gas entro le 12 miglia, perchè preesistenti alla legge, a mano a mano che le concessioni vanno a scadere. Preciso che chiudere un giacimento ancora pieno è molto più difficile e pericoloso che chiuderne uno depletato (esaurito). Peraltro nessuno di questi 22 impianti è in Puglia, nè Sardegna, nè Liguria. Molti si vedono al largo di Rimini, Ravenna, o Ancona; producono gas da 20 anni (l'olio c'è solo da Vasto in giù ed in Sicilia) senza alcun danno ambientale.

 
06/04/2016 - Io al suo posto lo avrei evitato (Franco Labella)

Dice bene Emiliano: "Io al suo posto lo avrei evitato" (invitare all'astensionismo). E ancora una volta i consiglieri del Principe fiorentino non sono stati all'altezza come per i dossier su Tempa Rossa e l'oleodotto per Taranto. Possibile che i consiglieri giuridici di Renzi ignorino quello che ha osservato il costituzionalista Ainis a proposito di norme di legge che puniscono chi, investito di poteri pubblici, invita all'astensione? Virgoletto da questo articolo di Michele Ainis: http://www.corriere.it/opinioni/16_marzo_31/valore-segreto-un-referendum-edd99d6e-f69e-11e5-b728-3bdfea23c73f.shtml "Tuttavia due norme in vigore (l’articolo 98 del testo unico delle leggi elettorali per la Camera; l’articolo 51 della legge che disciplina i referendum) castigano l’astensione organizzata da chiunque sia «investito di un pubblico potere» con pene detentive (da 6 mesi a 3 anni). Sono norme figlie d’una stagione ormai trascorsa, quando votava il 90% della popolazione, quando l’astensionista doveva addirittura giustificarsi presso il sindaco. Ma sta di fatto che a nessun governo è venuto in mente d’abrogarle." E Renzi e Boschi sono pure laureati in Giurisprudenza... Ma si è visto l'umiltà non è esattamente la cifra del Presidente del Consiglio e dei suoi più stretti collaboratori. Un Ministro per i Rapporti con il Palrlamento che da Vespa paragona la mozione di sfiducia alla partita di Champions. Roba da rimpiangere la prima Repubblica!!