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DIETRO LE QUINTE/ Guidi a Potenza, il "copione" che prepara il dopo Renzi

Pubblicazione:venerdì 8 aprile 2016

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Federica Guidi rilascia la sua deposizione ai procuratori di Potenza e diventa, nel giro di tre ore, "parte offesa". Solamente ieri, c'era chi scommetteva che dovesse passare sotto autentiche "forche caudine" per trasformarsi in "indagata". In pochi giorni, Federica Guidi è ritornata "signorina", dopo aver scoperto i "maneggi imprenditoriali" dell'ex convivente Gianluca Gemelli, ed è ritornata "confindustriale" a tutti gli effetti.

Federica Guidi non è un'aquila politica. E' diventata ministro per garantire un ponte tra Renzi e gli interessi di altri protagonisti dell'economia italiana, magari interpretati anche da Silvio Berlusconi. Ha attraversato una sorta di incubo, non deve nemmeno avere compreso bene quello che è avvenuto, pur cercando di districarsi tra presunti "lupi" che si muovono nel governo. Soprattutto non ha avvertito la complessità della partita che si sta giocando tra i resti dei poteri italiani nell'attuale passaggio storico, che prelude al possibile fine-corsa di questo governo Renzi. Perché ormai di questo si tratta, questo è il vero nocciolo della questione.

In effetti, se la Guidi, titolare del dicastero interessato, è stata promossa a "parte offesa", si può sapere dove stava il cosiddetto conflitto di interessi palese, che è stato sostenuto fin dall'inizio e poi ripreso e amplificato in "trivellopoli" da parte dei pentastellati grillini e da molti altri irriducibili antirenziani? Occorre ripetere ancora una volta: dove sta il reato dell'ex ministro dello Sviluppo economico? Se c'era conflitto di interessi la Guidi non dovrebbe essere "parte offesa" dell'ex fidanzato, ma anche del presidente del Consiglio che si è assunto la paternità dell'emendamento.

La procura di Potenza può e deve certamente indagare sulla possibilità di un "disastro ecologico". Ma tutto il resto che vi è legato, a partire dall'emendamento che favorisce la Total (con il petrolio, il gasdotto e tutto il resto) è un polverone dove ci sono tanti interpreti interessati a mettere in crisi il governo di Matteo Renzi.

Spiega un attento conoscitore di cose italiane: "Tanto rumore per nulla". E invita a guardare con attenzione prima all'irritazione e poi all'attivismo frenetico del presidente della Puglia, Michele Emiliano, che, al di là delle dichiarazioni di lealtà al partito, delle interviste e della "volontà dialettica" dimostrata nella direzione del Pd, è fuori dalla grazia di Dio per un pacco di royalties sfumate a vantaggio della Basilicata.

Si invita ancora a riflettere sul ruolo della magistratura, che ha bisogno di far sentire il suo peso in un prevedibile vuoto di potere che si sta profilando all'orizzonte nei prossimi mesi, magari sponsorizzando la sponda della protesta del Movimento 5 Stelle. Infine, c'è pure chi non trascura il fatto di tagliare qualsiasi eventuale collegamento per un possibile accordo italo-francese in campo europeo, anche nella correzione di questa politica europea dettata dai funamboli dell'austerity di Berlino. Magari qualcuno ha detto: è intervenuta "Vivendi" per Telecom e Mediaset, non ostacolate Total, per favore.


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COMMENTI
08/04/2016 - E' fisiologico che Renzi compia due anni (ALBERTO DELLISANTI)

Un osso come Renzi... Vediamo se arriva a un flop portato dai fatti. Portato dalla serie di contraddizioni conseguite alle parole e alle scelte avventate, adottate via via dal vulcanico Premier. L'equilibrio nella disamina di Da Rold, vale molto. L'osservare si dipana tra Guidi, Gemelli, Premier, la Procura di Potenza, i cinquestelle e gli antirenziani irriducibili che imbracciano "trivellopoli", l'attrito Puglia/Lucania, gli eventi Mediaset. E Cuperlo e D'Alema, ma poi il Masaniello a Napoli. D'altro canto, Davigo a capo ANM (e forse Greco Capo Procura di Milano). Da Rold mica difende l'esperienza di governo di Renzi, ma aggiunge che "in questo Paese sembra che non ci sia veramente limite al peggio". Sarò un idealista, e mi viene di dire: e se Renzi la piantasse di sentirsi il Vulcano a sé stante bisognoso solo di seconde file alla Boschi? E capisse di dovere fare parte di una Catena Montuosa di cui lui è la Cima un poco più alta?

 
08/04/2016 - Tina non esiste in democrazia (Carlo Cerofolini)

Ora seppure è vero che al peggio non c’è mai fine, va pure detto che un paese democratico - come tutto sommato e seppure con affanno è ancora l’Italia e che per di più (per ora?) fa parte del G7 - non dovrebbe mai essere affetto dal virus Tina (There in no alternative) cioè non ci sono alternative. E comunque per debellare detto virus esiste un solo antidoto: libere elezioni. Sempre!

 
08/04/2016 - Come mai? (Luigi PATRINI)

Francamente è da tempo che esprimo le mie, diciamo così, perplessità su Renzi e sui "valori" (?) che ci stanno dietro; quello che non riesco a capire è come mai sia durato così a lungo. Solo perché le "alternative" sembrano peggiori o del tutto inesistenti?