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AL POSTO DI RENZI/ Ecco i due nomi "scelti" dagli Usa

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Raffaele Cantone (Infophoto)  Raffaele Cantone (Infophoto)

E' incredibile come questi attempati compagni, uniti sin dai tempi del vecchio "compagno Breznev", siano stati folgorati dal "viaggio americano" di Renzi e forse, come in una visione, abbiano saputo che le famose credenziali internazionali del premier sono franate, immolate a nuove alleanze geo-strategiche e probabilmente alle stesse incertezze disastrose dimostrate dal "rottamatore".

Insomma, hanno scoperto tutto in una settimana? Dopo che Federica Guidi ha mandato a quel paese (eufemismo) persino il "compagno" Gianluca Gemelli? Prima di allora non sapeva nulla nessuno?

Naturalmente, nel rispetto dell'indagine, della riservatezza delle intercettazioni, del lavoro discreto dei magistrati sono ritornati tutti i "pistard" delle procure, quelli che, secondo il vecchio presidente Francesco Cossiga, approfittavano dell'amore tra il gatto della portinaia della procura e la gatta della portineria di alcuni giornali. In questo modo, su alcuni quotidiani grandinano indiscrezioni, dossier di fotografie, dichiarazioni di tutti i tipi, testi di intercettazioni telefoniche, rapporti velenosi tra ministri, voci incontrollate, un linguaggio da taverna e un nuovo "spaccato" della politica che mette i brividi alla schiena.

Questa è la sequenza della grande sceneggiata. La realtà è forse più semplice, anche se ovviamente ci sono complicazioni ben diverse per comprendere in pieno quello che sta avvenendo. Al suo arrivo in America, Renzi era stato avvisato dal nostro ambasciatore a Washington che Barack Obama era irritato, deluso dall'incertezza del premier italiano sulla Libia.

Ci sono poi stati una serie di "improvvisatori", da Gentiloni alla Pinotti, alla Mogherini, che non devono aver avuto un impatto felice e convincente con gli americani. Il problema libico, in più, si è incrociato con la tragica fine del giovane Giulio Regeni, che è stato vissuto come uno sfregio dall'Italia, ma che non deve affatto essere piaciuto al nuovo rais del Cairo, Al Sisi. La vicenda appare come un gioco di specchi, legata ai servizi segreti egiziani. Ma quali esattamente? Qualche servizio estero è entrato direttamente o indirettamente nella confusione/spaccatura del regime egiziano per incrinare i rapporti tra Italia ed Egitto? E' difficile muoversi in un puzzle drammatico come questo. Sinora l'Italia non ha brillato, se non per dichiarazioni di principio.

Poi c'è il problema di Vladimir Putin. Il confronto tra l'America di Obama e la Russia di Putin resta sempre aperto. Difficile stare a mediare tra due superpotenze e due personaggi di questo tipo. Forse Renzi non ha mediato con la cadenza giusta e — a questo punto — gli americani si sono irritati ancora di più e l'hanno messo sul conto.

Mettiamoci, infine, la maggioranza che sorregge il governo Renzi. Con tutta probabilità, l'opinione pubblica americana non sa neppure chi sia Denis Verdini, ma gli "specialisti" sanno benissimo che il premier ha bisogno di questo personaggio, dai contorni stravaganti, per mantenere in sicurezza il suo governo al Senato. Fatti due conti, magari in modo sbrigativo ma anche pragmatico, gli americani hanno pensato bene che il ruolo che poteva occupare l'Italia nel Mediterraneo e in Libia, lo potrebbe occupare meglio la vecchia alleata Gran Bretagna, che alla Libia è sempre interessata.


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COMMENTI
09/04/2016 - Un necessario precisare (ALBERTO DELLISANTI)

Chiedo ospitalità nei commenti di oggi a Da Rold. Non per apprezzare, già fatto (Posso solo ribadire stima al giornalista che pure oggi scrive con il calibro consueto di osservazione e informazione). Vedo però apposti all'articolo di Da Rold del 6/4 due recenti commenti di Labella, il quale fa riferimento anche a me. La visibilità di un rispondere nei commenti di oggi mi farebbe piacere (e poi mi rimetto a voi ovviamente). Non occorrono laurea e docenza di Labella (non le ho) per sapere che alla famiglia Craxi, nel giorno della morte del loro congiunto i funerali di Stato furono offerti. Ciò che è stato "tributato" dal Potere Esecutivo (D'Alema) è l'onore, il riconoscimento allo statista defunto. Per i latitanti non si offrono (né sono previsti) i funerali di Stato. La famiglia Craxi rifiutò, e il defunto rimase in Tunisia. Onore al Potere Esecutivo. Altrettanto onore al Potere Giudiziario (niente da discutere ma è sacrosanto cogliere l'antinomia. Labella si rassicura pensando come gli studenti non leggeranno mai Da Rold. E me? Ma - se mai fosse - loro non si faranno turbare da nessun "tributo".

 
09/04/2016 - renzi (delfini paolo)

L'attuale ue-eurozona somiglia sempre più al Patto di Varsavia di una volta, anche lì i vari premiers di DDR, Polonia, Ungheria, ecc. venivano decisi a Mosca. Quelli di Italia, Grecia, Spagna, ecc, vengono stabiliti a washington, berlino e francoforte. Stessi metodi e stesso stile !

 
09/04/2016 - Basta così… (Giuseppe Crippa)

Gli americani abbiano un po’ di pazienza: in ottobre ci penserà il popolo stesso, col referendum costituzionale, a rimandare in Toscana questo ragazzo.