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AL POSTO DI RENZI/ Ecco i due nomi "scelti" dagli Usa

Renzi, con il suo governo, è nel mirino e si sta scatenando una sorta di gara per impossessarsi del suo scalpo. Due le soluzioni possibili. Una "tecnica", l'altra politica. GIANLUIGI DA ROLD

Raffaele Cantone (Infophoto) Raffaele Cantone (Infophoto)

Ormai la sceneggiata sta diventando quasi uno spettacolo pirotecnico. Anche se desolante per tutto il Paese. Matteo Renzi, con il suo governo, è nel mirino e si sta scatenando una sorta di gara per impossessarsi del suo scalpo, non solo da parte del M5s e della destra, che non si riesce a comprendere bene dove stia.

E' abbastanza strano che tutto si sia accelerato con il ritorno di Renzi dal suo viaggio-flop negli Stati Uniti.

Appena sbarcato dall'aereo, Renzi si è catapultato alla Rai per essere intervistato da Lucia Annunziata, dimostrando di non subire influenze dal jet-lag. Era infastidito per il caso del ministro Federica Guidi, ma ancora combattivo come un giocatore d'azzardo, assumendosi in prima persona la paternità dell'emendamento pro-Total.

Poi si è preparato alla riunione della direzione del Pd al Nazareno e in quella sede deve aver scoperto un "nuovo mondo", che risente dell'America ma non è l'America.

Proviamo a fare un sintetico resoconto di quanto è avvenuto dalla crisi della coppia di fatto Guidi-Gemelli (l'ex ministro e l'ex fidanzato), fino alle aule della Procura di Potenza. La piccola minoranza interna del Pd, dopo le dimissioni del ministro, sembrava tarantolata, coraggiosa come mai in passato e durissima nei giudizi.

Il mite Gianni Cuperlo, solitamente corretto e politicamente ancora più corretto (sempre con il viso di un vecchio ragazzo della Fgci), ha tirato fuori le unghie rivolgendosi direttamente al segretario del partito e al premier del governo: non hai la statura del leader, ma coltivi l'arroganza del capo.

La sera dopo, Massimo D'Alema, ospite nel salotto televisivo di una signora ormai cinquantanovenne ma sempre fascinosa, aveva i baffetti grigi in tensione e dipingeva Renzi come un leader che non aspetta altro che criticare la storia del Pd, tutto il passato della sinistra italiana (quella sua) e che ha soprattutto "l'arte" di dividere, non quella di unire. Ieri mattina, alle sette, si poteva leggere sul Corriere della Sera l'ex segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. In un'intervista spiegava che Renzi "ha desertificato il Pd" e, probabilmente con cadenza piacentina, si lanciava anche in inglese: "ha creato una serie di yes men e yes women". Bersani, scatenato, citava con solennità la delusione di Galli della Loggia e infine sentenziava: "Scoperchiato il vaso di Pandora, i ministeri sono ormai espropriati". Da chi? Ma dalle lobbies, of course.

Questo avveniva alle sette, perché alle otto, su una rete televisiva, cominciava una trasmissione con Michele Emiliano, ex magistrato e ora governatore della Puglia, autentico Pd dalla fondazione, che sembrava danzasse in tutù nel "Ballo Excelsior" per sentenziare che ormai, anche se non si raggiunge il quorum al referendum sulle trivelle, per le Regioni che l'hanno promosso è già una grande vittoria e quindi per Renzi una sconfitta.


COMMENTI
09/04/2016 - Un necessario precisare (ALBERTO DELLISANTI)

Chiedo ospitalità nei commenti di oggi a Da Rold. Non per apprezzare, già fatto (Posso solo ribadire stima al giornalista che pure oggi scrive con il calibro consueto di osservazione e informazione). Vedo però apposti all'articolo di Da Rold del 6/4 due recenti commenti di Labella, il quale fa riferimento anche a me. La visibilità di un rispondere nei commenti di oggi mi farebbe piacere (e poi mi rimetto a voi ovviamente). Non occorrono laurea e docenza di Labella (non le ho) per sapere che alla famiglia Craxi, nel giorno della morte del loro congiunto i funerali di Stato furono offerti. Ciò che è stato "tributato" dal Potere Esecutivo (D'Alema) è l'onore, il riconoscimento allo statista defunto. Per i latitanti non si offrono (né sono previsti) i funerali di Stato. La famiglia Craxi rifiutò, e il defunto rimase in Tunisia. Onore al Potere Esecutivo. Altrettanto onore al Potere Giudiziario (niente da discutere ma è sacrosanto cogliere l'antinomia. Labella si rassicura pensando come gli studenti non leggeranno mai Da Rold. E me? Ma - se mai fosse - loro non si faranno turbare da nessun "tributo".

 
09/04/2016 - renzi (delfini paolo)

L'attuale ue-eurozona somiglia sempre più al Patto di Varsavia di una volta, anche lì i vari premiers di DDR, Polonia, Ungheria, ecc. venivano decisi a Mosca. Quelli di Italia, Grecia, Spagna, ecc, vengono stabiliti a washington, berlino e francoforte. Stessi metodi e stesso stile !

 
09/04/2016 - Basta così… (Giuseppe Crippa)

Gli americani abbiano un po’ di pazienza: in ottobre ci penserà il popolo stesso, col referendum costituzionale, a rimandare in Toscana questo ragazzo.