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COMUNALI & REFERENDUM/ La "mobilitazione" di Renzi? Se anche Giachetti lo scarica...

Pubblicazione:martedì 10 maggio 2016

Roberto Giachetti (Infophoto) Roberto Giachetti (Infophoto)

Dopo che 16 milioni di italiani hanno votato sì al referendum sulle trivelle, ora il premier ne deve trovare altrettanti che votino sì alla sua riforma costituzionale. Non è affatto una sfida semplice. La speranza di Renzi è che si raggiunga un’alta affluenza: se questa arriva al 70% il premier può ottenere un successo politico, mentre se si ferma intorno al 50% rischia di uscirne sconfitto. Del resto il nervosimo di Renzi è evidente a tutti.

 

Da che cosa?

Dal fatto che sta facendo una campagna tutta incentrata su temi anti-casta, cercando di fare credere agli italiani che il Senato sarà abolito, mentre nella realtà non è affatto così.

 

Politicizzando il referendum Renzi ha diviso la magistratura. E’ una mossa cercata dal premier?

I magistrati stanno intervenendo in questa campagna referendaria per dei motivi esattamente opposti a quelli del premier. Come ha spiegato molto bene Armando Spataro su Repubblica, i magistrati rivendicano il diritto a dire la loro sulla Costituzione. Qui non è in atto una campagna politica in senso deteriore, perché si vota su quello che è il bene più prezioso per la vita politica e civile del Paese, cioè la Costituzione.

 

Un intervento dei magistrati è quindi legittimo?

E’ più che legittimo che i magistrati possano esprimere liberamente la loro opinione e condurre anche una campagna su questi temi. Che poi tutto questo avvenga in un clima di scontro tra politica e magistratura è un altro discorso. Nella riforma costituzionale ci sono però delle sgrammaticature che non si possono tacere.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
10/05/2016 - Solo "sgrammaticature"? (Luigi PATRINI)

Solo "sgrammaticature"? Sarebbe meglio continuare a ribadire i punti nodali che sono inaccettabili nel combinato disposto di un Italicum che - spero proprio - la Consulta bocci.