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REFERENDUM COSTITUZIONE/ Una riforma che completa il "golpe" di Tangentopoli

Il Quirinale visto dalla Consulta (Infophoto) Il Quirinale visto dalla Consulta (Infophoto)

Mentre fai il caffè, gli spieghi che no, non pensi affatto che in questa nuova costituzione ci siano rischi di dittatura, come dicono certi vecchi estremisti da isolare. In realtà li chiami così per compiacere l'interlocutore e prenderlo un po' in giro. Ti senti un po' ipocrita, ma ci vuole diplomazia. Questi vecchi estremisti si limitano a dire oggi quello che dicevano dieci anni fa, ai tempi della Ultima Grande Riforma mancata. Solo che allora avevano dietro i giornali della Costituzione Più Bella del Mondo e spontanee manifestazioni di piazza. Oggi, che le manifestazioni spontanee non ci sono più, e che quei giornali patrocinano il Nuovo che avanza, a restare uguali si diventa vecchi e snob. 

Il collega che ti chiama, invece, è una specie di vieux garçon più furbo che intelligente. L'ha capito, ed infatti ti chiama nel nome della Riforma. E' contento del tuo tono. Forse ha una trovato una firma in più per il suo appello. Continui dicendo che un dittatore, secondo la vulgata, è uno che decide davvero e fa quello che vuole fregandosene degli altri. Questo, poverino, è solo stato messo lì a fare quello che Monti e Letta non hanno saputo fare, e si è preso il problema lui. E' uno volonteroso. E così sarà quello che verrà dopo di lui. Andiamo, mica questo è un dittatore. E neanche vuole esserlo. Semplicemente è uno che vuole spicciarsi a fare quello che gli è stato detto di fare per poi occuparsi d'altro. Chissà? Per un attimo pensi di citargli il Rienzi di Wagner e pensi a come è finito Cola di Rienzo. In fondo il mio interlocutore è di Roma, è di cultura alta e lo dovrebbe sapere. Ma pensi che questo gli darebbe fastidio: siccome continua a non sapere il tedesco, perché quando è cresciuto lui il tedesco era la lingua dei cattivi, parlargli di Wagner lo metterebbe in imbarazzo. E lasci perdere. 

Per farla più giuridica gli spieghi che secondo te questa riforma non serve a riscrivere una Costituzione, ma semplicemente a scrivere uno statuto regionale per attuare prima e senza troppi problemi ciò che viene deciso altrove. Senti, dai tempi della conversazione, che il tuo interlocutore sta pensando. E' incuriosito dall'idea. E del resto — continui — dal loro punto di vista, dal punto di vista di chi comanda davvero, non gli si può dare torto. Pensiamoci un attimo: a che servirebbero due Consigli alla Regione Toscana per gestire la sanità e qualche trenino locale? Ma c'è davvero bisogno di tutto questo apparato di politici locali per far funzionare le cose in questo Paese? Insomma, dal loro punto di vista hanno ragione e sono persino coerenti. Lo farei anch'io al posto loro. Che ce ne facciamo di due Camere quando, in fondo, quel che c'è da fare è continuare a fare avanzi di bilancio per mandare soldi all'estero, privatizzare quel che resta delle imprese pubbliche e deindustrializzare definitivamente il paese nel nome della teoria dei vantaggi comparati? Si fa tutto prima con una sola Camera.  


COMMENTI
10/05/2016 - No non lo è (ALBERTO DELLISANTI)

Grazie a Tiziano Villa che non poteva meglio sintetizzare il Professor Alessandro Mangia: "Mangia smaschera il meccanismo della sedicente riforma, che è solo un tassello in più per accreditare la dirigenza eteroguidata che sta affossando il paese Italia". Grazie mille al Prof Mangia per lo scritto illuminante e per la prosa vivace. Nell'ottimo articolo che poi cita Tiziano Villa, Da Rold ha definito la posizione dell'emerito Napolitano (e - aggiungo io - di un Eugenio Scalfari edizione convertita 2016) vale a dire la posizione del SI' al Referendum d'autunno, come "la scelta del meno peggio". Nel commento apparso in calce a quell'articolo avevo espresso un diverso sentimento. Quello di un fattivo futuro - come lo penso - dopo che ad ottobre vincesse un grande bel NO.

 
10/05/2016 - E' vera riforma ? (Tiziano Villa)

Ringrazio Mangia per l'articolo brillante che in un certo senso risponde all'articolo altrettanto interessante ma debole sul finale di Da Rold "Da Craxi a Renzi, la "guerra dei 25 anni" non è ancora finita". Da Rold faceva sua la conclusione che se al referendum la riforma verrà bocciata, "Per l'Italia è finita. Non ci sarà più nessuna riforma", indicandolo come scelta del meno peggio. Mangia smaschera il meccanismo della sedicente riforma, che e' solo un tassello in piu' per accreditare la dirigenza eteroguidata che sta affossando il paese. Il titolo "Una riforma che completa il "golpe" di Tangentopoli" per una volta coglie perfettamente il senso. Ripropongo il quesito retorico di Mangia: "Che ce ne facciamo di due Camere quando, in fondo, quel che c'è da fare è continuare a fare avanzi di bilancio per mandare soldi all'estero, privatizzare quel che resta delle imprese pubbliche e deindustrializzare definitivamente il paese nel nome della teoria dei vantaggi comparati? Si fa tutto prima con una sola Camera."

 
10/05/2016 - commento (francesco taddei)

bravi. teniamoci mille parlamentari che sennò fanno la fame. vannino chiti il primo che ha paura di perdere la poltrona. non mi sembra che cameron abbia vinto col 51% dei voti, però il suo partito ha la maggioranza dei seggi. basta con questo mare di partitini. basta coi poltronifici.