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SONDAGGI/ Weber (Ixè): referendum, per la prima volta i NO davanti al SI

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SONDAGGI 2016. E' un piccolo colpo di scena. E' in fondo sempre un sondaggio, ma a suo modo è l'indicazione dell'inversione di un trend. Dopo 18 mesi consecutivi di analisi sul possibile risultato del voto al referendum costituzionale di ottobre, dove si è sempre avuto una maggioranza del "sì", una risposta positiva, favorevole alle riforme del governo di Matteo Renzi, per la prima volta salta fuori che il "no" è in vantaggio. Di conseguenza Renzi sarebbe battuto e costretto al ritiro, come ha più volte annunciato con tanta enfasi personalizzando questo referendum. Roberto Weber di Ixè, società di analisi e sondaggi, è quasi stupito, anche lui, dell'ultima misurazione relativa al referendum di ottobre.

 

Che cosa si avverte esattamente, o meglio che risultati saltano fuori dalle vostre indagini sul referendum, ormai decisivo per la sorte del governo, nel mese di ottobre?

Guardi, noi da 18 mesi stiamo monitorando l'affluenza e il possibile risultato del referendum costituzionale di ottobre. Per 18 mesi di fila abbiamo avuto una sequenza continua e quasi uniforme. Una affluenza alla urne che si aggirava sul 55% degli aventi diritto e un risultato positivo per il governo. In poche parole un "sì" abbastanza convinto alle riforme costituzionali. Possiamo dire che l'ultima rilevazione ci offre un'inversione di tendenza.

 

In che termini, Weber?

Ci sono stati tre fatti in sequenza ravvicinata che riassumo brevemente: caso Guidi (dimissioni del ministro); il cosiddetto referendum sulle trivelle, che è stato improvvisamente politicizzato; i contrasti recenti tra magistratura e politica. Tutto questo ha provocato un autentico balzo della volontà di andare a votare, di recarsi alle urne del 10% in più degli aventi diritto. In altri termini, adesso, siamo intorno ai due terzi dell'elettorato che è pronto ad andare a votare, il 65% circa di intenzione di voto. E, per la prima volta, un risultato che avvantaggia il "no", contrario al presidente del Consiglio, al governo e quindi alle riforme costituzionali.

 

In questa inversione di tendenza, lei sembra dare più importanza ai fattori politici generali, al quadro politico più confuso, rispetto al contenuto del referendum, a quanto è scritto nella riforma che si deve approvare o bocciare. E' così?

Io sto solo facendo rilevazioni e analisi. E quindi guardo ai risultati parziali, perché siamo ancora lontano da quello che sarà il risultato finale o anche una previsione più vicina al risultato finale. Rilevo le risposte delle persone interrogate mentre sono avvenuti questi fatti. In tutti i casi, credo che la politicizzazione del referendum non giovi al nostro presidente del Consiglio, così come non gli ha giovato in fondo quella sul referendum delle trivelle. E' una deduzione che traggo da considerazioni e analisi generali. Se lei entra nel dettaglio dei quesiti referendari, difficilmente troverà una conoscenza approfondita dei problemi da parte delle persone. Possono avere un'idea sul nuovo potere del Senato, sulla nuova legge elettorale, ma se già si parla dei meccanismi di elezioni della Corte costituzionale è difficile cogliere elementi di conoscenza. Diventa quasi inevitabile considerare i fatti accaduti e dare una spiegazione su questi improvvisi scostamenti.

 

Forse è per questa ragione che Renzi cerca ore di abbassare i toni della polemica. Ha detto che "non esiste alcun complotto contro il governo". Tuttavia la previsione è che la situazione, da qui a ottobre, possa diventare ancora più surriscaldata con polemiche continue. In questo clima chi è destinato a vincere?


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COMMENTI
13/05/2016 - cosa è la destra e la sinistra (Massimiliano PANIZZA)

faccio coming out, voterò si al referendum; il problema è che nel casino generalizzato nessuno si cura più del popolo e la soluzione sembra proprio quella di dire se il popolo ha fame dategli le brioches... ma attenzione a buttar via il bambino con l'acqua sporca perché sul nulla non si costruisce niente.

 
10/05/2016 - Non ci credo (Luigi PATRINI)

Sono un vecchio democristiano e credo che i sondaggi non siano specchio veritiero: magari vincesse il NO e potessimo liberarci di questi post-democratici che ci abbindolano con i loro continui tweet e non hanno legami con il popolo (ma forse sono già riusciti a distruggerlo del tutto, il popolo!)! I voti è sempre meglio contarli a urne chiuse. Ma speriamo in bene. Certo che se non cambiano l'Italicum, così peggiorativo rispetto alla fascistissima legge Acerbo del 1923, saremo in molti a votare NO al referendum tanto voluto da Renzi, un personaggio davvero democratico se, pur con la larga maggioranza di cui dispone alla Camera, imporrà il voto di fiducia su una questione assai opinabile e complessa come la legge sulle unioni civili!