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SCENARIO/ Stavolta l'ombra di Prodi può rottamare Renzi

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La minoranza Pd è in una situazione difficile, perché si è impoverita con numerose microscissioni. Al tempo stesso sente che questa straripante maggioranza renziana si è largamente incrinata per tutte le ragioni che abbiamo detto finora, anche perché è cambiato l’umore del Paese. Sei mesi fa l’Italia sembrava più ottimista, mentre oggi lo è di meno. Anziché svoltare rispetto alla crisi economica, adesso invece arranca.

 

Che cosa vuole ottenere la minoranza interna?

L’obiettivo minimo delle minoranze Pd è avere tra le mani un partito che si comporti come tale, piuttosto che come un’organizzazione elettoralistica che serva a votare capi tribali in periferia e a sostenere il presidente del consiglio a livello centrale. Le minoranze immaginano di poter dare una svolta al congresso, rivitalizzando e rifondando il Pd. Il problema è che tutte le gestioni del partito da quando è nato fino a oggi hanno picconato questo corpo nato malato.

 

L’atteggiamento divisivo di Renzi sta cambiando il Dna al Pd?

Renzi si è presentato fin dall’inizio come un rottamatore. Il problema è che la sua rottamazione è stata rivolta non alle generazioni più anziane ma verso alcune culture della sinistra, che lui disprezza manifestamente. In questo modo ha negato alla radice l’atto di nascita del Pd, che nella mente di Romano Prodi e degli altri doveva fare convivere diversi riformismi. Quindi il riformismo di matrice post-comunista, cattolica e socialista.

 

Qual è l’atteggiamento di Renzi verso queste tre culture?

Renzi vorrebbe fondamentalmente espellere queste culture, oltre a chi le impersona. Questo carattere divisivo non fa altro che allontanare persone che viceversa all’inizio, pur non avendo simpatia per Renzi, avevano pensato che una ventata di gioventù potesse far bene al Pd.

 

In fondo è la scommessa di Renzi che è sbagliata o chiunque arriva a Palazzo Chigi affonda nella palude?

Ad affondare nella palude non è chiunque arrivi a Palazzo Chigi ma soltanto due soggetti. Il primo è il soggetto troppo pavido, che non capisce che questo Paese si riforma soprattutto con un’iniziativa dall’alto. Il premier troppo timido quindi non fa bene né a se stesso né al Paese.

 

E il secondo soggetto che affonda?

Il secondo soggetto è chi arriva a palazzo Chigi pensando di essere entrato nella stanza dei bottoni. Pigiando i bottoni si accendono luci psichedeliche che possono dare alla testa. L’impressione è che Renzi si sia preso troppo sul serio come leader plebiscitario, anziché avere un profilo da statista.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
11/05/2016 - Non... dixit (ALBERTO DELLISANTI)

Ma dice, dice bene. Semplicemente, Caldarola, oggi 11-5-16. Non mi fido dei sondaggi, nemmeno di quelli pro il NO. Servono a "gossipare" o a cercare manovre. Serve il plurimo apporto di osservazioni, analisi, idee, spiegazioni, in una partita della mente e del cuore.