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UNIONI CIVILI / Boldrini difende il Ddl Cirinnà, gli avvocati cattolici vedono dei rischi (oggi, 13 maggio 2016)

Pubblicazione:venerdì 13 maggio 2016 - Ultimo aggiornamento:venerdì 13 maggio 2016, 14.37

Unioni Civili (Infophoto) Unioni Civili (Infophoto)

UNIONI CIVILI, DDL CIRINNÀ: I DUBBI DEGLI AVVOCATI CATTOLICI (ULTIME NOTIZIE OGGI, 13 MAGGIO 2016) - Non si placano sulla legge delle Unioni Civili che da due giorni è stata approvata definitivamente dal Parlamento e ora attende solo la firma del Presidente della Repubblica per ratificarla: ma il paese è spaccato a livello istituzionale sicuramente, a livello sociale molto meno me restano grossi dubbi su un testo come quello del ddl Cirinnà che potrebbe provocare problemi nell’immediato futuro, a partire dalla questione della reversibilità delle Pensioni. Si schiera a difesa della legge il presidente della Camera, Laura Boldrini: «Quella sulle unioni civili - dice la presidente della Camera - era una legge che si aspettava da molto tempo. Io penso che sia sempre una bella scelta dare diritti a chi non ne aveva. Abbiamo fatto qualcosa di utile e reso giustizia a tanti nostri concittadini che non potevano vivere di altri, e che quindi erano discriminati». Sul voto di fiducia dichiara ancora all’Ansa, «La fiducia è una prerogativa del governo, che ha deciso di porla sulla legge per le Unioni civili, giudicando il provvedimento politico, si può discutere sull'opportunità o meno, ma tutti abbiamo rispettato le regole». Restano però dubbi, sollevati oggi dagli avvocati e dai notai cattolici in convegno nel Giubileo del Notariato ad Assisi: «Unioni civili e reversibilità, questioni che rischiano di creare una profonda divisione nel Paese. Nel momento in cui il governo ha iniziato a parlare di revisione della quota percentuale della reversibilità tra coniugi a causa della quasi insostenibilità delle voci di spesa Inps su questo tema, si fa una legge sulle unioni civili ove si inserisce un sistema di reversibilità e welfare tra conviventi che non tiene conto delle coperture finanziarie nel breve periodo, per non parlare del medio lungo termine», dice il presidente Ainc (Associazione italiana notai cattolici) Roberto Dante Cogliandro.

UNIONI CIVILI, DDL CIRINNÀ: BUFERA IN LIGURIA PER LA LEGGE FAMIGLIA DELLA REGIONE (ULTIME NOTIZIE OGGI, 13 MAGGIO 2016) - È bufera in Liguria sulla legge famiglia dopo l’approvazione delle Unioni Civili con fiducia alla Camera che porterà il ddl Cirinnà a diventare legge effettiva dopo al firma di Sergio Mattarellla. Ma cosa è successo in Liguria? Il consiglio regionale a maggioranza centrodestra ha presentato un disegno di legge sula famiglia che prevede sgravi economici, politiche regionali di promozione, valorizzazione e sostengo della famiglia, bonus fiscali, agevolazioni, graduatorie separate nelle case popolari, il tutto solo per chi si sposta. E se non esibisce entro un anno il certificato di matrimonio i contributi vengono revocati: evidente il caos scoppiato a pochi giorni dall’approvazione della legge Unioni Civili in Parlamento. Firmatario Andrea Costa di Ncd, la maggioranza va avanti ma insorgono le opposizioni. Parla il Governatore Giovanni Toti, «È evidente che dovremo tener conto della compatibilità giuridica con una legge dello Stato: il diritto di famiglia è di competenza statale, non regionale. E non vogliamo che ci venga impugnata la legge. Ciò detto, la nostra impostazione politica resta la stessa: la famiglia è la cellula base della società e va tutelata e per noi famiglia è quella che può portare a dei figli o dove ci sono già dei figli. E dobbiamo sostenerla perché è stata dimenticata dalla politica». Toti ne ha parlato anche con Bagnasco, assicura al Secolo XIX lo stesso governatore, ma il Pd attacca a testa bassa con la Paita che insorge: «Toti è ufficialmente tagliato fuori dalla storia, le legge sulle Unioni civili dovrà farci i conti, prima o poi».

UNIONI CIVILI, DDL CIRINNÀ: RENZI, “UNA LEGGE EQUILIBRATO, NON TUTTI POSSONO ESULTARE” (ULTIME NOTIZIE OGGI, 13 MAGGIO 2016) - Che la legge sulle Unioni Civili fosse stata un elemento divisivo nel Paese se ne erano accorti tutti e la quesitone “cattolica” nella disegno di legge Cirinnà ha avuto un fattore certamente considerevole. La scelta in Senato di eliminare la stepchild adoption, anche perché altrimenti non sarebbe passata la legge per lo sgambetto del M5s, ha riequilibrato almeno le cose anche se dopo l’approvazione di due giorni fa della legge sulle Unioni Civili alla Camera la bufera è riscoppiata sull’utilizzo del voto di fiducia del Governo. Su tutto questo è intervenuto il premier Matteo Renzi ieri a Porta a Porta su Rai 1, un one-man-show come al suo solito: «La fiducia serve per verificare se si può andare più veloce in Parlamento ma anche un rischio: significa dire 'su questa cosa mi gioco la faccia del governo, perché se non funziona vado a casa’». Passaggio interessante poi sui diritti civili in senso lato anche nel passato, «Ogni volta sui diritti delle coppie dello stesso sesso si è fatta una legge che diventava un bellissimo oggetto di discussione elettorale ma non materia parlamentare. E invece adesso finalmente le cose si fanno. La legge è equilibrata, di compromesso, non tutti possono esultare». Proprio sul concetto del “non tutti esultano” il primo pensiero va direttamente ai cattolici e non solo a quelli nel governo: «L’atteggiamento negativo di parte della chiesa era largamente atteso. Io sono cattolico ma ho giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo». Schietto e “girovago” al tempo stesso, come sempre, ma le polemiche sicuramente già oggi arriveranno da varie parti sociali e politiche per queste parole dette a Bruno Vespa. Chiusura inevitabile con il referendum, da alcuni cattolici ora avversato come “vendetta”: «Se sei convinto che una cosa sia giusta, la fai. E se dovrai pagare le conseguenze in termini elettorali, le pagherai. Le cose che dobbiamo fare le stiamo facendo, indipendentemente dal rischio di perdere consensi. Il collegamento con il referendum costituzionale lo trovo strano, ma rispettabile».



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