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CAOS M5S/ Elezioni comunali, il caso Pizzarotti regala Roma e Torino al Pd

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Virginia Raggi (Foto dal sito di Virgina Raggi)  Virginia Raggi (Foto dal sito di Virgina Raggi)

Nella Capitale Virginia Raggi è la front runner e sembra aver prenotato un posto al ballottaggio. Nel capoluogo piemontese solo Chiara Appendino può sbarrare la strada al bis di Piero Fassino. Viene da chiedersi se l'elettorato più moderato non potrebbe essere spaventato dall'idea di contribuire all'affermazione di un sindaco 5 Stelle, che potrebbe essere delegittimato e indotto alle dimissioni dal suo stesso gruppo politico per via del più banale degli avvisi di garanzia. 

Amministrare le nostre città — hanno scritto un gruppo bipartisan di sindaci in una lettera aperta ai massimi vertici dello Stato — è diventato un compito sempre più gravoso. Per fare il sindaco oggi, ha chiosato un ex come Massimo Cacciari, bisogna essere dei pazzi. Non solo fondi prosciugati, ma anche la spada di Damocle di qualche inchiesta, fosse anche solo come atto dovuto. E se un primo cittadino 5 Stelle è così facilmente azzoppabile, qualcuno può anche pianificare di pescare nel torbido, sfruttando un innegabile punto di debolezza di un movimento in cui i giacobini hanno prevalso forse anche perché la prematura scomparsa di Roberto Casaleggio sembra aver appannato la capacità di visione politica di lungo respiro. 

Ecco perché persino un giornalista vicino al Movimento come Marco Travaglio si è spinto a scrivere che il caso Pizzarotti potrebbe trasformarsi in un tragico autogol. Se vogliono conquistare la fiducia dei moderati i 5 Stelle debbono fornire maggiori garanzie di affidabilità. Devono, in altri termini, dimostrare di saper discernere fra i rischi odierni dell'amministrare e i comportamenti davvero penalmente rilevanti.

Facciamo l'esempio di Roma: nei conti del comune c'è una voragine di quasi 14 miliardi di euro. Ficcandoci le mani dentro con energia per tentare il risanamento si rischia grosso, si finisce per toccare santuari e privilegi costituiti. Facile immaginare che ne possano seguire ricorsi e denunce, con il corollario di avvisi di garanzia agli amministratori. Seguendo il metro di Pizzarotti potrebbero essere gli stessi grillini a provocare le dimissioni di un loro sindaco, e il ritorno di un commissario. 

Per risanare Roma, come per candidarsi a governare l'Italia, serve un grado di affidabilità infinitamente superiore a quello che oggi il Movimento 5 Stelle dimostra. 



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