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UE COME HITLER?/ La "profezia" di Boris Johnson che non piace ad Angela Merkel

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Bors Johnson (Infophoto)  Bors Johnson (Infophoto)

Intanto è bene comprendere perché Boris Johnson ha sfoderato questa "sciabolata" contro l'Unione Europea, arrivando a paragonare la politica dell'Unione Europea a quella di Adolf Hitler. Johnson ha evocato lo spirito di Winston Churchill invitando i britannici a essere gli "eroi dell'Europa", votando per l'uscita di fronte ai "disastrosi fallimenti dell'Ue" che hanno provocato tensione tra gli Stati membri e hanno permesso alla Germania di "rilevare" l'economia italiana e di "distruggere" la Grecia.

Più in generale, sull'Ue "che ha salvato la pace" come gli contesta Yvette Cooper, Johnson dice che soffre di "Un eterno problema: non c'è un'autorità che tutti rispettino e comprendano. E questo produce il grande vuoto di democrazia che stiamo vivendo".

A ben vedere Johnson tocca temi sui quali gli inglesi sono molto sensibili e che li hanno visti spesso contrapporsi ai tedeschi. Ma l'ex sindaco di Londra, con indubbio fiuto politico, coglie anche un momento particolare. I sondaggi sulla cosiddetta Brexit registrano uno straordinario "testa a testa". Poi ci sono dati disaggregati, con la City che probabilmente è favorevole all'Europa, ma con gli imprenditori britannici che sono contrari all'Europa per un 54 per cento. Quindi c'è un rimescolamento elettorale in varie zone del Paese, dove i laburisti perdono nei confronti degli indipendentisti di varie zone del Regno Unito.

Insomma una partita cruciale, che può ridisegnare la carta geopolitica del mondo.

Si possono aggiungere alcune sensazioni. Il presidente americano Barack Obama forse è stato imprudente a consigliare un voto di "non uscita" ai cugini inglesi, che tollerano difficilmente interferenze nella loro politica. Johnson, con doppia nazionalità e un'amicizia personale, non ha risparmiato critiche al "suo" presidente e amico Obama.

Ma oltre a questo, c'è la claudicante economia europea. Ritorna il dibattito e l'interrogativo di fondo sulla contrapposizione che fece Thomas Mann tra una Germania europea e una Europa tedesca. Ci sono le critiche all'attuale politica tedesca, non di neopopulisti, improvvisatori, "dilettanti allo sbaraglio", ma di uomini come Helmut Kohl e del recentemente scomparso ex cancelliere socialista Helmut Schmidt. E c'è una vasta, sempre più dura, perenne insoddisfazione di tanti europei verso le istituzioni di Bruxelles e di Strasburgo e verso la politica economica che impone la Germania, dove le distinzioni tra destra e sinistra sembrano tramontate per sempre.

Boris Johnson coglie bene questo momento di grande incertezza europea. Poi, con la sua grande cultura, farà probabilmente riferimenti storici su cui alcuni sprovveduti inciamperanno facilmente. Dicendo unità europea, Johnson ritorna spesso al "periodo d'oro" dell'Impero romano, alla tragica sconfitta di Teutoburgo del console romano Publio Quintilio Varo nel 9 dopo Cristo. 


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