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VERSO LE ELEZIONI/ Il "killeraggio mediatico" di Piazzapulita

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Corrado Formigli  Corrado Formigli

Scuserete se devio dall’argomento economico di cui mi occupo normalmente, ma lunedì sera è accaduta una cosa che mi ha veramente turbato. Specifico che quanto state per leggere non ha nulla a che fare con le mie convinzioni politiche, né tantomeno con l’orientamento che vorrei la gente prendesse alle prossime elezioni amministrative a Milano: è meramente un atto di accusa verso una pagina di giornalismo, se tale vogliamo definirlo, che catalogare come vergognosa configura atto benigno. Che Piazza pulita su La7 sia una trasmissione dichiaratamente di sinistra è noto a tutti da sempre, così come è nota la collocazione politica del suo presentatore, Corrado Formigli, ma una cosa è rivendicare con orgoglio la propria ideologia, un’altra è metterla al servizio di quello che è di fatto un servizio pubblico: altrimenti, arriva il Minculpop. E lunedì quest’ultimo era in servizio permanente ed effettivo sulla rete di Urbano Cairo, quando è stato mandato in onda un servizio dedicato a Stefano Pavesi, candidato della Lega Nord al municipio 8 di Milano, la cui colpa inemendabile è quella di far parte di un movimento di estrema destra chiamato Lealtà-Azione.

Bene, quell’organizzazione è molto attiva nel campo della beneficienza verso le famiglie italiane in difficoltà, nella lotta contro la pedofilia, ma non fa mistero del suo retroterra di riferimento, dando vita a iniziative come la pulizia delle tombe al campo X del cimitero Maggiore di Milano, dove riposano i morti della Repubblica sociale italiana, il ricordo di questi ultimi il 25 aprile o il “presente” per Ramelli e Pedenovi il 29 aprile di ogni anno per ricordarne il barbaro omicidio da parte dell’estrema sinistra durante gli anni di piombo nella mia città. È talmente attiva quell’organizzazione che se i suoi atti configurassero ricostituzione del partito fascista o apologia del Ventennio, immagino che la Digos sarebbe già intervenuta da tempo: invece, continuano a operare, senza che si registri un solo caso di danneggiamento o, peggio, di aggressione correlato alla sua attività.

Bene, forte della presa di posizione, legittima ancorché patetica, messa in campo dal candidato sindaco del centrodestra, Stefano Parisi, il quale ha detto che non vuole che Pavesi sia eletto perché «non voglio fascisti nelle mie liste», il buon Formigli ha mandato una sua inviata a intervistare Stefano Pavesi durante un volantinaggio al mercato e ha fatto le solite domande di rito: «Sei fascista? Ti ritrovi nelle idee fasciste?». La fantasia giornalistica al potere, roba da Pulitzer. Il candidato leghista, da par suo, ha risposto in maniera evidentemente imbarazzata e confusa, ma questo non mi pare configuri reato, salvo che nel codice Formigli, più duro di quello Rocco.

Non avendo ottenuto ciò che volevano, gli zelanti giornalisti di La7 hanno spostato le loro telecamere presso una mostra per appassionati di memorabilia belliche e militari, dove si trovava un banchetto dell’associazione di cui fa parte il candidato: i membri di Lealtà-Azione hanno chiesto di non essere inquadrati e hanno declinato l’invito a rispondere alle domande, esercitando un loro sacrosanto diritto.


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COMMENTI
18/05/2016 - Ok però è sbagliato non votare (Carlo Cerofolini)

Egr. Bottarelli, tutto giusto, però non è che disertando le urne si lasci campo libero all’inquinamento dell’informazione ed ai taglialingue “progressisti” intolleranti con chi non la pensa esattamente come loro? Poi però non lamentiamoci. Cordialmente