BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SONDAGGI/ Buttaroni: a Milano è match Sala-Parisi ma decidono gli astenuti. E a Roma...

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Stefano Parisi (Infophoto)  Stefano Parisi (Infophoto)

SONDAGGI ELEZIONI COMUNALI 2016. A Roma è sfida Raggi-Giachetti, con la candidata di M5s che al primo turno si posizionerà in testa per poi vincere al ballottaggio con il 57,2% contro il 42,8% del candidato del Pd. A Milano invece Sala e Parisi sono rispettivamente al 37,2% e al 36,4%, mentre al ballottaggio le previsioni sono pari a 50,6% e 49,4%. Sono i dati forniti da Carlo Buttaroni, sociologo e politologo, nonché presidente di Tecnè, per le comunali del 5 e 19 giugno prossimo. A Napoli per l’esperto è in testa de Magistris, mentre a Torino la sfida tra Fassino (Pd) e Appendino (M5s) sarà decisa al ballottaggio.

 

Partiamo da Roma. Quanti voti prendono al primo turno i principali candidati?

La Raggi è al 29,9%, Giachetti al 24%, Meloni al 19%, Marchini al 17,4%, Fassina al 5,1% e altri 4,6%.

 

Secondo lei al secondo turno chi vince?

Vince Virginia Raggi. Contro Giachetti, vincerebbe con il 57,2% contro il 42,8%. Contro Marchini, prevarrebbe con il 54,1% contro il 45,9%, contro la Meloni con il 54,8% contro il 45,2%.

 

E se al ballottaggio si formassero delle alleanze?

Ritengo molto difficile che ci siano delle alleanze palesi. E’ più facile che gli elettori scelgano autonomamente per chi schierarsi.

 

Quanti sono gli indecisi a Roma?

Noi abbiamo stimato un’astensione del 36,4% e un 11% di indecisi. Quelli che non si esprimono sono dunque intorno al 47%.

 

Che cosa può smuovere questo 47% che non si esprime?

Intanto molti di questi sono persone che non vanno mai a votare, o che comunque hanno già deciso di astenersi. Un ruolo importante rispetto al risultato finale lo svolgeranno sicuramente i candidati con la ricerca delle preferenze. Servirebbe inoltre una campagna elettorale fondata su un pensiero e un’idea della città.

 

Questi ultimi 15 giorni possono fare la differenza?

Le ultime due settimane saranno fondamentali, perché i cittadini sono più portati a collocarsi o quantomeno ad orientarsi. Certo possono giocare ancora una partita importante, ma devono decidere di farlo. In questa campagna elettorale, rispetto alle precedenti, mancano proprio una visione d’insieme o un’idea forte.

 

A Milano invece come siamo messi?



  PAG. SUCC. >